sabato 4 giugno 2011

L'OTTO SETTEMBRE DEL DITTATOR SILVIO... radiografia di un potere in frantumi



Silvio Berlusconi non smette mai di stupirmi.
Ultimamente mi ricorda quei personaggi dei serial horror, tipo venerdì tredici o Nightmare, di quelli che più li ammazzi più ritornano efferati e ignobili.
Tra l'altro Silvio Kruger condivide con tali personaggi anche la caratteristica che le sue trame diventano sempre più sconnesse e stucchevoli a ogni remake.
Chiunque fosse stato così poco furbo da credere che la sua carriera fosse finita con la megabatosta elettorale di pochi giorni fa (con il capolavoro finale, che sa di sfottò, della giunta comunale di Arcore che passa a sinistra) si dovrebbe ricredere al solo guardare i giornali degli ultimi 3 giorni.
Se da Bucarest infatti il fulgido leader ha abilmente sconfessato di aver mai detto “Queste elezioni amministrative hanno un valore politico”, “Milano è un test sull'operato del Governo e su di Me”, “A Napoli ci metto la faccia, se vince De Magistris ce ne andiamo tutti a casa”, adesso, tornato bello come un dio dal suo viaggetto di sicurezza sta facendo di tutto per fare fuori i referendum che tanto gli stanno sulle scatole.
Non credo che dirà mai la famosa frase “Se raggiungiamo il quorum me ne vado” perché la possibilità di prendere 2 calci nel sedere in 3 settimane forse è troppo pure per lui ma sicuramente ci sono troppi interessi in ballo perché se ne possa stare con le mani in mano senza dire le sue solite porcherie.
Se da un lato infatti l'ultima dichiarazione lo mette in salvo in caso di raggiungimento del quorum: "Il governo si rimetterà alla volontà dei cittadini; l'esito del referendum non ha nulla a che vedere con il governo: se i cittadini non vorranno il nucleare, il governo ne prenderà atto" da un'altro predica l'astensionismo definendo i quesiti referendari (ma anche tutti i referendum in sé) “Inutili perché fuorvianti”, prendiamo atto ma considerando che la frase al fianco della Moratti in campagna elettorale: “Questo è un referendum sul governo e sul Presidente del Consiglio” era piuttosto lapidaria possiamo capire quanto gli possa interessare il parere dei cittadini.

D'altra parte Silvio ha capito che qualcosa si è inceppato. Non ha capito come sia successo ma ha capito che è successo.
Nonostante il dispiegamento di forze e le tecniche più burine, il popolo bue ha bypassato i mezzi di distrazione di massa (Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto, piccole televisioni private dietro cui alla fine c'è sempre un suo amichetto, Libero, Il Giornale, Il Tempo, Panorama, Chi, Novella 2000,...) e ha deciso che lui “Non Ha Ragione” e che è ora di finirla.
Davanti a un seggio a Milano l'altro giorno una signora mi disse proprio così: “Guardi, lei fa il giornalista e le cose le sa di sicuro, io non so niente ma le posso solo dire che Quello Lì (Berlusca nda), non ha ragione”.

Tutti i dittatori in tutte le epoche sono passati per le stesse fasi, ci si può fare una legge, si va dall'esaltazione al consenso, dal consenso alla stratificazione, dalla stratificazione al mugugno, dal mugugno al rifiuto, dal rifiuto all'otto settembre e da qui a Piazzale Loreto.

L'otto settembre è in aria da un po', è bastato che in un momento di distrazione Silvio facesse una timida apertura alla democratizzazione del suo partito di plastica che tutti sono saltati sul carretto... oggi Mara Carfagna, fa campagna elettorale per se stessa per dire ai suoi fan di facebook di votarla nelle “primarie” on line di Libero.
Che poi 'ste primarie siano di fatto una fuffa poco importa, l'importante è mettere un po' di simpatia sul tavolo quando ci sarà da spartire la torta.
Quello che questi poveracci non hanno capito, o hanno capito fin troppo bene, è che se dall'otto settembre si passa a Piazzale Loreto, anche loro finiranno nel tritacarne, come successe ai gerarchi di prima linea subito dopo la guerra. Si possono salvare coloro che si sono smarcati per tempo o quelli che, bontà loro, sono rimasti nelle retrovie, sempre e comunque pronti a fare quello che il capo desiderava ma mai sotto i riflettori a fare da parafulmine, ma coloro che hanno intinto il pane nella zuppa fino alla fine non si salvano mai!
Sta qui il senso della rabbia del PresDelCons contro l'ex amico Gianfranco Fini. Il novello centrista infatti ha capito che gli si può perdonare la sua trentennale militanza da capo dei fascisti se solo riesce in tempo a cambiare maglietta e a diventare antiberlusconista, ché tra qualche tempo sarà un merito incontrovertibile e incontestabile per tutti.

Questa è la seconda caratteristica del dopoguerra: se te la giochi bene, la tua ultima primavera ti salva da tutte le porcherie che hai fatto prima.
Sotto il fascismo tutta confindustria era fascista, tutti i padroni del vapore erano iscritti e sodali del littorio ma appena prima della fine si sono tutti riciclati portando chiappe e soldi in Svizzera e spacciandosi per Antifascisti in fuga, alla fine non ci ha rimesso nessuno.
A Fini dobbiamo riconoscere la velocità di rivoluzione copernicana e la teatralità del gesto con cui si è smarcato dal premier.
Il vecchio camerata infatti sapeva benissimo che fondando quella specie di partito che ha per nome Futuro e Libertà non avrebbe mai raccattato un mezzo voto, anche solo per via dei suoi nuovi compagni di letto, da Rutelli a Casini ma sapeva altrettanto bene che il solo allontanarsi gli permetterà se non altro la vita politica di per qualche altro lustro.

Ovviamente non sarà la tornata referendaria che darà la spallata al dittatore, i numeri in parlamento ci sono e rimarrebbero tali anche se davvero Mastella tenesse fede al suo impegno con gli elettori e si suicidasse una volta per tutte (lo ha dichiarato lui: “Se vince De Magistris io mi suicido”).



L'ago della bilancia è e resta Bossi. Incredibilmente il capo della Lega sa che se i referendum saranno bloccati in extremis dai tentativi del suo capo la base leghista sarà piuttosto incazzata con lui (nessuno vuole pagare 10 volte tanto per farsi la doccia e nonostante la retorica sui Padani che discendono dai barbari celti, nessuno ad oggi in Padania vuole puzzare come Obelix e tantomeno farsi una radiografia al plutonio ogni volta che fa due passi in Brianza) e se passano e superano il quorum sarà l'ennesimo autogol perché ci si è messi dalla parte sbagliata.
Dalle parti di via Bellerio (sede della Lega e di Radio Padania) si mugugna parecchio e c'è gente come Matteo Salvini che intona da qualche mese il canto del ve lo avevo detto io, tanto da costringere la sciura Letizia a poche settimane dallo schiaffo elettorale ha nominare come suo eventuale vice il pluritrombato ex ministro Castelli.

Pontida sarà quindi la cartella clinica del Governo... a seconda dell'aria che tira si potrà capire quanto tempo ci sarà prima dell'eutanasia ma i chiari di luna non sono buoni e per capirlo basta farsi un giretto nella piccola provincia padana dove il Carroccio ha perso parecchi voti anche nei paesi dove di solito vinceva a mani basse (vedi Varese dove arrivare al ballottaggio è già di per sé un disastro).
Coi leghisti, poi, ci si deve sempre parlare, soprattutto nel pensatoio preferito da questi: il bar.
Raccolgo spesso notizie dagli elettori padani in questo modo, ieri stavo in un paesello di nome Arluno e mi sono soffermato a fare due chiacchiere con un signore che imbracciava la Padania con la sinistra e un caffè con la destra alla fine mi ha detto: “Io a questi qui (il leghisti) gli credo dai tempi dell'ampolla del Po, ma se fanno ancora la cazzata di stare dietro a quello stronzo (Sempre Berlusconi nda) perché paga i conti delle sedi del partito io vado sotto Radio Padania e li prendo a fucilate”.

D'altra parte chi è causa del suo mal pianga se stesso, fu proprio l'Umberto a fare sapere ai suoi accoliti nell'ormai remoto 1993 che le pallottole costano 300 lire.

martedì 31 maggio 2011

GRILLO CONTRO PISAPIA... notizie da una sterile stroncatura

“Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell'EXPO 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi dei consiglieri comunali, mi ricrederò, pensate che lo farà?"

Pisapippa, così Beppe Grillo dal suo Blog definisce il uovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Il solito delirio a cui siamo ormai abituati e rotti: “Chi non è con me è con il Sistema, non è nuovo è antidemocratico e va eliminato”.

Ora però è arrivato il momento di farla finita.
Sto continuando ad ascoltare i deliri dei grillini da troppo tempo e gradirei che qualcuno (senza mandarmi a 'fanculo, grazie) mi facesse capire che cavolo significano hanno certe uscite.
Andiamo con ordine.
Nemmeno 24 ore dopo la vittoria di Giuliano a Milano arriva la stroncatura di Grillo dalle pagine del suo seguitissimo blog. Le parole sono queste:"Ha vinto il 'Sistema'. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o alternativamente, ha vinto la destra", scrive il comico sul suo blog. Poi parte all'attacco del nuovo Sindaco di Milano, etichettandolo come "Pisapippa" e "Avvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO"

Bene, le critiche fanno sempre il bene di chi le ascolta e le mette a frutto ma non ho capito che cosa si sta criticando, sembra la ripicca di uno che non ha fatto il pieno e quindi se la prende in generale con qualcosa, utilizzando gli stessi toni che utilizza Libero che apriva la sua edizione web di ieri pomeriggio con il titolo “E adesso godetevi il Comunismo!”

Se non capisco male per essere credibile per Grillo Pisapia dovrebbe fermare l'EXPO, io direi che prima di fermare qualcosa con una bella delibera e far pagare a Milano una multa stratosferica da parte del BIE e fare fare alla città una inenarrabile figura di palta probabilmente si dovrebbe andare a sentire cosa hanno da dire i vari esponenti (molti dei quali conoscenti e amici di chi scrive) dei comitati NO EXPO che hanno animato il dibattito sulla città negli ultimi anni.
Quasi nessuno dice infatti, chiudere tutto e smobilitare e chi si è visto si è visto, il punto è che quello che ha fino ad oggi fatto il governo Moratti altro non è stato che una gigantesca speculazione edilizia ai danni dei cittadini con colate di cemento e aumenti di cubature in ogni quartiere della città, non è che di per se L'EXPO sia male, nessuno lo dice, il male sta nel prendere un evento che di per se è innocuo e farlo diventare un suck ove ogni appetito, sia esso di poltrone o di cemento va esaudito.
L'EXPO doveva essere all'insegna dell'ecosostenibilità e dell'ambiente è diventato una corsa a chi costruisce la torre più alta a scapito dei quartieri e della qualità della vita.
Apriamo subito un tavolo con tutti coloro, a partire da docenti e ricercatori del politecnico, che fino a oggi hanno combattuto fieramente questa idea del progresso urbano e che, ad oggi sono stati urlatori nel deserto.
Faremo meglio alla città.

Due: diminuire del 75% lo stipendio dei consiglieri, cioè fargli guadagnare 700 euro al mese.
Interessante punto di vista, mi piacerebbe sapere se Grillo vive con 700 euro al mese ma è una polemica sterile quindi la lascio dov'è.
La domanda è sempre quella: perché?
A me non importa se un consigliere che si “sbatte” nei suoi quartieri guadagna uno stipendio dignitoso, al massimo mi interessa che un lavoratore guadagna stipendi così bassi... se il consigliere tal dei tali da domani fa la fame insieme a me non è che io ne trarrò giovamento, il vero scandalo a Milano sono le retribuzioni dei poveracci, magari laureati in Bocconi, che vivono perennemente in stage a 900 euro... cominciamo a stabilizzare i precari della pubblica amministrazione poi parliamo degli stipendi. Tra l'altro, una delle prime azioni del nuovo sindaco sarà quella di togliere i Benefit ai consiglieri tra cui gli abbonamenti agevolati ai mezzi pubblici e i biglietti omaggio per gli eventi... con quello che s risparmierà si farà in modo di abbassare il prezzo degli abbonamenti agli over 65, questo è cosa buona... magari non è eclatante come mettere i consiglieri a pane e acqua ma serve a molti anziani che usano i mezzi per spostarsi.
Tra l'altro se il nuovo consigliere Mattia Calise (m5s) volesse diminuirsi sua sponte lo stipendio ne prenderemo atto.

Tre: l'avvocato di De Benedetti... un avvocato fa il suo mestiere, anche questo è fango a modo suo. Se Pisapia avesse difeso, per esempio un assassino che fosse poi risultato colpevole sul serio, dovremmo dire che è l'avvocato degli assassini, queste sono motivazioni buone per la Santnaché non per una persona a cui riconosco un'ottima intelligenza come Grillo.

Quattro, e più importante: dire che gli elettori che ieri erano in duomo sono dei semplici tifosi è dire la stessa cosa che ha detto Berlusconi definendo coloro che votano la sinistra “Privi di Cervello”.
Abbiamo fatto la campagna elettorale con il cuore e con la testa, finalmente senza stupide rivalità e mettendo i cittadini al centro delle scelte, così facendo i cittadini si sono messi dalla parte della campagna di Giuliano, semplicemente perché volevano fare qualcosa di buono, e sentivano che stavano facendo qualcosa di buono.

Nella sede della federazione della sinistra ho visto entrare persone che voleano capire che chiedevano i programmi o che volevano essere rassicurati sul fatto che “Stavolta la Moratti e i suoi se ne vanno sul serio”... non so se sono dei tifosi, forse sì, ne più ne meno che i tifosi che pendono dalle labbra di Grillo e che sono disposti a pensare che tutto quello che appare sul suo Blog sia pura verità rivelata. D'altra parte ognuno decide di intendere la politica come può e come riesce non so se fargliene una colpa o meno, certamente non mi sento di definirli dei tifosi.

Cinque: il “sistema” è male! Che è come dire “I negri Puzzano”, “Gli zingari Rubano”, “Qui un tempo era tutta campagna”... il sistema è un sistema, si governa con onestà o senza onestà ma non si può dire che si deve governare fuori dal sistema.
Se qualche amico grillino mi spiega come si fa sono disposto a pubblicare interamente il suo pezzo su Generazione avversa ma mi deve convincere.
D'altra parte non mi pare che ove stanno governando i nostri 5 stelle siano così fuori dal sistema fanno i consiglieri comunali, chi male e chi bene ma sempre dall'aula del comune.

Attenzione a sparare a zero, io ci sono abituato a sentirmi dire che “noi abbiamo rovinato l'Italia”, che “se non fosse stato per Voi oggi saremmo come l'America”,... sono frasi da bar, figlie dell'ignoranza e non vanno da nessuna parte. Non so se voglio più ascoltarla nemmeno da Beppe Grillo.

sabato 28 maggio 2011

IL FAVOLOSO MONDO DI PISAPIE




SEMPRE PER NON VIOLARE IL SILENZIO ELETTORALE CONTINUIAMO CON LA SATIRA...
QUESTO VIDEO ECCEZIONALE PROPOSTO DA "IL TERZO SEGRETO DI SATIRA" VI MOSTRA LA CITTA' CHE ASPETTA TUTTI I MILANESI QUANDO GIULIANO SARA' AL "POTERE"....

FACCIAMOCI DUE RISATE PER ESORCIZZARE LA TENSIONE NERVOSA...


venerdì 27 maggio 2011

PISAPIA CANAGLIA


CLICCATE SUL LINK QUI SOTTO E SCARICATE E DIFFONDETE LA NUOVA CANZONE "PISAPIA PISAPIA CANAGLIA"...
E' ECCEZIONALE...





http://mir.it/servizi/radiopopolare/carabanda/?p=4182
Siamo noi... una pernacchia li seppellirà

IL GIOVANE PDIELLINO E LA NOSTRA MILANO... storia dei supporter pagati di Berlusconi





La ragazzina con i capelli corti mi sembra la più infervorata.
Si avvicina soprattutto alle signore anziane e con piglio deciso gli mette il volantino sotto il naso.
“Ma lei lo sa che se vince Pisapia a Milano si potrà fare l'eutanasia?”
Il suo modo irruento non piace, molti la scansano.
Li ho visti per caso e mi sono messo a seguirli, hanno attirato la mia attenzione sin dalla pensilina dell'autobus dove li ho scorti la prima volta.
Sono tutti molto giovani 2 ragazze e 3 ragazzi ma a guidarli c'è una donna sulla quarantina, la maggior parte di loro legge il materiale che la donna, evidentemente un coordinatore cittadino di Silvio, gli consegna a pacchi.
Hanno una maglietta con sopra scritto il nome della candidata sindaca del centro destra in azzurro.
Aspetto qualche minuto e mi avvicino alla ragazzina, cerco di farmi dare un volantino ma la fanciulla mi “sgama” subito: “No a te non ti dò il volantino con quei capelli e la barba tu se di sicuro un comunista che vota Pisapia”
le dico che con la barba al massimo sono un comunista che non ha avuto tempo di radersi ma non ride mi fa un gesto stizzito e torna alle sue vecchiette.
Ci provo con un altro, sicuramente meno infervorato, si è scelto un posticino all'angolo e tende con imbarazzo i volantini alla gente tanto che la ragazzina gli ha già urlato più volte: “Luca Più entusiasmo, però!”
Con lui cerco di parlare, si vede che è sollevato anche solo per il fatto che non deve distribuire volantini: “Non sono capace, sono timido per queste cose”
Gli dico che sono un blogger e che sto facendo un giro per scrivere un pezzo sui supporter di destra e di sinistra e sulle loro idee.
“Io credo che Letizia abbia fatto tanto per Milano e che debba continuare a fare Bene” lo dice proprio così, Bene, caricando la B.
“In che senso ha fatto Bene? - gli chiedo – quali provvedimenti ti hanno colpito maggiormente”
“Bhe, l'ecopass”
“Ma l'ecopass lo ha sospeso dicendo che non serviva a niente”
“Bhe sì ma solo perché adesso l'inquinamento a Milano non c'è più” alza le spalle e sorride, come per farmi capire che non è molto preparato sull'argomento... evito di spiegargli che con o senza ecopass quest'anno Milano ha superato per 140 giorni il limite consentito per le polveri sottili e che nessun'altra città in Europa ha fatto altrettanto.
Cambio argomento: “Si, va bene l'ecopass ma per il vivere della gente, che provvedimenti ha messo in atto secondo te”
“Tantissimi, infatti Milano è la città della moda”
“Sì, ok... ma lo era anche prima, e poi non tutti fanno i modelli o i fotografi”
“Si ma Milano è piena di locali e di posti dove si va a Ballare, e questo anche perché lei...” lo vedo nuovamente in imbarazzo, probabilmente ha capito che la sua affermazione non sta né in cielo né in terra.
“Per esempio, scusa, che mi dici dei problemi dei quartieri periferici, o della situazione dei cantieri aperti da anni, o della Darsena o di Santa Giulia, non è questo alla fine che un sindaco deve fare per la città, cercare di amministrare migliorando il tenore di vita”
Mi guarda e sorride: “Senti ti posso dire una cosa? Io non sono manco di Milano, non ci ero mai venuto fino a ieri, mio padre è nel PdL a Bologna e mi ha detto che se venivo a dare una mano qui mi pagavano vitto e alloggio, potevo girare per Milano e magari mi davano anche dei soldi, io sono partito alla grande, stamattina facciamo il volantinaggio, stasera andiamo tutti al concerto di Gigi D'Alessio e poi per tutto il resto del tempo mi faccio i fatti miei”.


“Interessante, anche i tuoi amici vengono da Bologna?”
“Conosco solo quello più grande con gli occhiali, la ragazza con i capelli corti so che vene da Parma gli altri da Piacenza, Lodi,...”
“E quindi delle problematiche di Milano non sai nulla”
“Ho letto i volantini ma non me ne frega niente”
Non riesco nemmeno a dargli torto, perché dovrebbe fregargliene qualcosa? Lui a Milano mica ci vive e non è che tutti coloro che hanno un padre o una madre nel PdL debbano essere così interessati, lui è qui solo per farsi due soldi.
Il dato di disperazione semmai è un altro, possibile che non siano riusciti a trovare 1000 poveracci (a pagamento ci mancherebbe) a Milano e che siano dovuti andare fino a Bologna a raccattarli?

Cambio di scena e di palco, mentre in Piazza Duomo andava in onda il flop della Moratti con Gigi d'Alessio che da forfait all'ultimo momento nell'imbarazzo di tutti e con i fan che urlano infuriati “Pisapia, Pisapia”, passeggio per viale Lazio, una zona semi centrale tra Piazza Cinque Giornate e Porta Romana.
Il comitato promotore per Pisapia sindaco ha organizzato una serata - festa.
Qui nessuno dà forfait, sul piccolo palco che i volontari di zona hanno costruito a ridosso del parco giochi per bambini si alternano i comici di Zelig, Moni Ovadia, Renato Sarti, ricercatori universitari, artisti, rappresentati delle liste che stanno supportando Giuliano, cantianti e gruppi noti e sconosciuti.
Nessuno ha chiesto nulla, nemmeno i rimborsi, sono venuti per fare vedere alla gente che si può fare cultura, spettacolo e divertimento con niente.
Sono colpito dalla gente del quartiere.
Ci sono persone che scendono di casa per sapere se abbiamo bisogno di una mano, anche solo dello spago per sistemare i palloncini, ci sono anziani che ci dicono che hanno ritardato di 15 giorni il loro spostamento verso le mete estive per votare Pisapia.
La più commovente è una signora sulla 70ina che scende in pantofole da casa e ci chiede per chi è questa festa tutta arancione, gli diciamo che è per Pisapia, lei subito chiede: “E lui viene?” gli diciamo che non lo sappiamo, probabilmente non ce la farà, e lei: “Menomale se no tornavo su a sistemarmi un pò”
La gente ci chiede i palloncini arancio, alla fine ne andranno via migliaia, perché vuole appenderli sui balconi per fare capire chi hanno votato e convincere gli altri.
Una signora mi dice che domenica faranno con tutta la famiglia un Pic Nic arancione in un parco della città per ricordare alla gente di votare... mi dice: “Io non ho mai fatto queste cose e non sono di nessun partito, è una cosa che si può fare vero?”

Con tutto il rispetto per il giovane Luca che voleva solo vedere Milano a spese del partito del Babbo, questa è la mia città, non quella della moda e dei locali che ha in testa lui.
Questa città si è svegliata e noi lo vediamo giorno per giorno, ora per ora, momento per momento.
Noi abbiamo avuto il privilegio di vederla rinascere e di raccontarlo, lo potremo raccontare ancora a lungo... speriamo di poter raccontare anche la fine di altri incubi che strangolano questa povera Nazione.

sabato 21 maggio 2011

I VERI TERRORISTI DI MILANO... la giunta Moratti



Cambiare tattica in corsa.
Il metodo Boffo fino ad ora con i candidati della sinistra a Napoli e Milano non ha funzionato, se ne devono essere accorti gli spin doctors della signora Moratti.
Cercare di accusare l'avvocato Pisapia di essere un delinquente non ha fatto breccia nel cuore e nel cervello dei milanesi, meno idioti di quanto la (per poco ancora) Prima cittadina si aspettasse.
Che fare allora?
Se non si può dire che è un delinquente lui si può sparare sui suoi “compagni di merende”.
La sinistra (quella radicale) e i centri sociali sono i bersagli preferiti dei Berluscones nelle ultime ore.
Il nuovo motto dei capibastone della destra è questo: “Pisapia è una brava persona, competente e un avvocato che loro stessi vorrebbero avere come difensore, ma coloro che rappresenta sono dei pericolosi terroristi, dei Drogati (drugaa è uno dei modi dei milanesi di mezza età per definire i ragazzi casinisti nei quartieri) e dei facinorosi”.
Si fa in fretta, si passa da un palcoscenico all'altro da una radio a una tv e si dice sempre la stessa cosa.
Non la si sostanzia per niente e non ci si aspetta che della gente non meglio identificata sporga querela: chi dovrebbe essere il querelante, un ragazzetto di 24 anni che va ad ascoltare la musica regge al Leoncavallo?
E allora giù duro.
Ovvio che non si può far altro, a Milano si è raschiato il fondo del barile, in 20 anni di governo questa città è diventata la capitale della desolazione, del precariato, delle speranze infrante.
Non so più quante persone ho incontrato che dopo essere venuti qui a 19 anni per fare l'università e per cercare un lavoro se ne tornano Bari o a Palermo perché tanto vivere di stanti qui, lontani da tutto e tutti, in una città inaridita e dissanguata, non ha alcun senso.
La Moratti si arrabatta a smentire se stessa, chiude il progetto ecopass, che è costato migliaia di eruo ai cittadini, indice una sanatoria per le multe prese nell'ultimo anno, condona qualsiasi cosa.
Peccato che ottiene solo di fare incazzare di più i milanesi che si sentono presi per fessi, prima bisognava a tutti i costi ridurre il numero di auto in centro, per via dell'inquinamento, poi visto che l'inquinamento saliva al posto di scendere (forse perché nessuno aveva pensato a fare dei parcheggi per fare fermare le auto che non entravano in centro) la signora sindaca parlò di congestionamento senza rendersi conto che a forza di deroghe per fare contenti gli amici ricchi faceva entrare in Piazza del duomo i super inquinanti SUV dei ricconi e lasciava fuori le piccole utilitarie di quelli che vanno a lavorare, poi smisero di parlare del tutto e si limitarono a fare cassa sulle multe indiscriminate.
Adesso toglie il tutto facendo capire a tutti che ha rubato fino adesso.
Per fare spazio ai suoi amichetti e al mirabolante progetto City Life la signora tra varianti ed espropri ha fatto radere al suolo uno dei quartieri più belli di Milano: l'Isola; l'ha fatta diventare un cratere senza speranza e ha esasperato i residenti che ormai vivono contando le ruspe e i crateri.
Visto che c'era ha fatto radere al suolo l'ultimo bosco del centro di Milano il “bosco di Gioia”, che cazzo sono infatti 4000 alberi cresciuti a dispetto della modernità se lì ci deve andare un grattacelo.
Chi come me ha protestato per queste sconcezze è stato definito variamente un Comunista (vero), un ignorante, un ribelle, un autonomo e addirittura un black block dal comune...
Non ancora appagata ha fatto prosciugare la darsena dei navigli, il progetto architettonico più importante della Milano rinascimentale, al cui progetto presero parte comunisti storici del calibro di Leonardo DaVinci e altri.
Che vogliono questi Agitati, questi NoTav rinascimentali? Che ne sanno di parcheggi?
Parcheggi sotterranei che sono stati progettati e mai costruiti. Resta lo scempio i soliti noti intascano Miliardi ma non costruiscono nulla.
Senza parlare dei quartieri di Santa Giulia e dell'aumento delle cubature sulle aree verdi della città.
Non saprei come definire la massa i predatori delinquenti che ha governato la mia Milano fino ad oggi ma credo che il termine “terrorista” sia quello più azzeccato (per loro non per i Comunisti).
Terrorista secondo la Treccani è colui che cerca di governare una data situazione o territorio attraverso l'uso sistematico di mezzi che provocano paura e terrore nel prossimo.
Ecco questo è quello che questa gente ha fatto fino ad oggi.
Sventravano la città e dicevano ai milanesi di stare attenti al Negro, vivevano di privilegio e facevano le fiaccolate contro coloro che occupavano le case “abusivamente”. Anni fa chiesi durante un'assemblea cosa voleva dire occupare abusivamente una casa e se non fosse un diritto di un uomo nel caso non riuscisse a pagare una casa coi canoni correnti, entrare in una casa vuota da 30 anni e viverci dentro, mi venne detto che non si poteva ragionare così, oggi incontro giovani laureati, con figli che aspettano il momento buono per occupare un immobile abusivamente perché sennò non si può andare avanti.
Questo è colpa dei terroristi a cui capo oggi sta la signora Moratti.
Da ultimo, ce la si è presa con gli Zingari, fa sempre presa pestare gli Zingari, funzionava pure al tempo dello Zar, e poi, diciamoci la verità, un po' se la vanno a cercare.
E allora giù con il manganello e su con la ruspa... problema risolto? No! Laddove c'erano 10 campi rom censiti oggi ci sono decine e decine di campi abusivi e i bambini Rom che andavano a scuola a desso non ci vanno più, perché li hanno sbattuti a destra e manca per la città... non si è risolto un problema lo si è ingigantito all'ennesima potenza.

Oggi accusano i comunisti di essere la causa di ogni male, di essere la radice del problema... e chi vota questi “comunisti” viene visto come un connivente o come uno che non ha capito nulla.

Non sanno, perché non sanno niente, che ricalcano le parole che Marx usava per definire i comunisti nelle prime righe del Manifesto del partito.

Qui Milano libera, abbiamo bisogno di respirare di vivere la vita meglio di come ce l'hanno voluta imporre questi Terroristi, tiranni e balordi.

Qui Milano Libera, ci siamo liberati di loro!

venerdì 20 maggio 2011

MAMMA MI E' SCAPPATO IL NAZISTA!... simpatizzanti di Hitler alle elezioni comunali


MAMMA MI E' SCAPPATO IL NAZISTA!

“Christian Garavaglia, del Pdl (ex An), è il sindaco di Turbigo. E' stato eletto con più di 200 voti di scarto sul candidato del centro-sinistra, Marco Cagelli. Terzo il candidato della Lega Nord, mentre gli outsider di estrema destra del MNSL prendono appena 24 voti”

Attenti, il laconico virgolettato qui sopra nasconde un tranello!
Come nelle migliori puntate della settimana enigmistica per comprendere il giallo si deve avere intuizione e buon senso.

Ci siamo accorti un pò tardi, complice il super lavoro milanese e l'ubriacatura post elettorale che nella piccola provincia lombarda stava succedendo qualcosa di davvero terribile (senza alcuna esagerazione) nella massima impunità generale.

Sono tornati dalla storia più putrida e dalle fogne dell'inferno i NAZISTI.
Non stiamo parlando di simpatizzanti mussoliniani un po' confusi con la testa rasata e la mano pesante, già di per se indegni di fare parte di un paese civile.
Stiamo parlando del fatto che qui, nella ridente Lombardia di destra cattolica ciellina che cresce e si riproduce sotto l'egida dei due numi tutelari Formigoni e Berlusconi, sia rinato il Partito Nazista.

MNSL sta infatti per MOVIMENTO NAZIONAL SOCIALISTA dei LAVORATORI, con chiaro riferimento al Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi (NSAPD) fondato a Monaco di Baviera il 7 marzo del 1918 da Anton Drexler e frequentato fin dal 12 settembre del 1919 da un certo Adolf Hitler, meglio conosciuto come Partito Nazista.

I nazisti non sono nuovi a questo genere di sortite la prima volta che fecero la loro comparsa nella scena politica fu nel 2006, nel piccolo paese varesino di Duno.
Allora solo indymedia si prese la briga di andare a indagare su chi fossero questi tizi che portavano nel simbolo, per essere chiari anche la dicitura in tedesco del partito.
Il fondatore e coordinatore del movimento certo Pierluigi Pagliughi rilasciò allora un'intervista che lascia stupefatti per chiarezza e limpidezza: «Sono nazista da quando ho venti anni – spiega -. Non vedo nulla di strano, siamo una formazione politica indipendente, ispirata al partito nazional-socialista: prendiamo spunti dagli ideali dei partiti che in diversi Stati hanno accolto le istanze nazionaliste e socialiste, portate alla massima espressione dalla Germania di Hitler»

Se si domanda al signor Pagliughi se per caso non ritiene di ferire qualche sensibilità tirando fuori dalla tomba un soggetto politico responsabile dello sterminio sistematico di un popolo e di tutta una serie di altre atrocità, anche qui il camerata non si scompone: «non si parla mai dei morti tedeschi e italiani sotto le bombe americane e alleate. Non credo di offendere nessuno, la guerra è guerra, in un conflitto è normale che la gente muoia. I morti ebrei sono presunti, i campi di sterminio sono diventati tali solo dopo il 1948. Hanno stancato con questa mania di protagonismo, anche perché oggi sono l’unica nazione che pratica l’apartheid di stato». Pagliughi precisa anche di «non essere razzista. Oggi la genetica ha dimostrato che gli uomini sono tutti uguali. Certo ci sono popolazioni che storicamente hanno fagocitato altre in modo indiscutibile».

Il nazismo in salsa padana non mi fa sorridere, e nemmeno sorrido al pensiero che ci siano 24 simpatizzanti Hitleriani in una cittadina di 7000 abitanti, e 55 a Robecchetto con Induno che di abitanti ne conta 4000 e dove questa gentaglia ha raggiunto il 2,5%.

Detto così uno che abita a Napoli o a Bologna potrebbe dire: “Chi se ne frega”, la verità è che il cancro non nasce mai da masse evidenti.
Non porci il problema dell'espansione di questa realtà minimale del panorama italiano sarebbe come sottovalutare quel piccolo neo dalla forma strana che è comparso all'improvviso sulla schiena, lì per lì da appena un po' di fastidio, ma poi...

Nessuno lo farebbe.
Ho cercato in lungo e largo e non sono riuscito a trovare nulla su questo argomento se non trafiletti su blog e giornali locali. Questa è una notizia da allarme sociale anche perché il nostro ordinamento giuridico non prevede un reato di Apologia del Nazismo (non ci ha pensato nessuno) ma solo del Fascismo.
Comincia a diventare urgente nel villaggio globale che si faccia chiarezza su cosa è praticabile politicamente e cosa non lo è.
Difendere un'ideologia che ha chiaramente e incontrovertibilmente sterminato con deliberata coscienza un intero popolo, senza considerare la massa di Zingari, dissidenti, testimoni di Geova, omosessuali,... non è accettabile.

Nel 2006 si presentarono solo a Duno nel varesotto e in un altro paesello limitrofo Inarzo non ci riuscirono per un problema di timbri. Oggi si presentano in 3 paesi della Lombardia, molto vicini a Milano, senza ovviamente entrare nelle grandi città perché lì sarebbero visibili e il bubbone esploderebbe in breve.
Ci sono parecchie cose che non riesco a capire e che mi piacerebbe potere indagare:

1.che coperture politiche hanno?

2.Chi ci mette i soldi (sicuramente non vivono d'aria le elezioni anche se fatte col passaparola costano)?

Credo che la politica che si definisce seria dovrebbe cominciare a fare due calcoli e chiedersi cosa sta succedendo in Italia se un gruppo del genere può permettersi di esistere.