domenica 5 febbraio 2012

"SARANNO C."... l'ennesima figuraccia del sindaco di Roma


I film sono fuorvianti.
Penso che questo sia chiaro a tutti.
Forse l’unico che ancora non lo ha capito è il signor Gianni “er celtica” Alemanno, per grazia ricevuta sindaco della Capitale.
Cerco di spiegarmi, quando da bambino, mentre giocava con i suoi pupazzi a forma di Mussolini, guardando pellicole dell’istituto Luce, il nostro eroe probabilmente credeva che fare il sindaco di una grande città significasse più o meno sconfiggere i cattivi che imperversano per le strade, ripulire dalla spazzatura umana i viali e fare del suo giardino privato un faro dell’umanità.
Una roba all’americana, con qualche accento littorio al massimo.
Poi un malaugurato giorno la befana ha esaudito i suoi desideri e il buon vecchio camerata è divenuto sindaco davvero, tra l’altro non di un paesello in provincia di Latina ma di Roma e la musica nella sua testa deve essere un po’ cambiata.
Il primo cittadino si doveva anzitutto misurare con la manutenzione dei tombini, con gli scoli, con la viabilità, con i problemi di gestione delle situazioni metereologiche avverse, che non vuol dire tornado e trombe d’aria, ma temporali e nevicate.
Cosa deve aver pensato il nostro a questo punto? “Manco per niente, io devo prendere a calci in culo i rom, devo fare la bonifica dei campi zingari e al massimo organizzare delle belle magnate di trippa con Bossi, per queste cose al massimo ci penserà qualcun altro”.
Infatti puntualmente alla prima pioggia torrenziale ci scappò il disastro, era il 20 ottobre del 2011, a Roma piove e la città piomba nel caos. Leggiamo dall’edizione web del QN: “Roma, 20 ottobre 2011 - Il maltempo su Roma ha portato stamattina alla chiusura della metropolitana linea A, che è stata poi riaperta alle 14. Le stazioni erano comunque state lasciate aperte per consentire ai viaggiatori di ripararsi dalla pioggia, tranne Termini, Manzoni, San Giovanni, Colli Albani, Porta Furba, Numidio Quadrato e Cinecittà chiuse per allagamento, e il servizio metro B è stato disattivato tra Garbatella e Rebibbia. Per agevolare lo spostamento dei cittadini i varchi Ztl su disposizione sono stati spenti: è dunque libero l'accesso a Centro storico e Trastevere
La chiusura si è resa necessaria a causa della grande quantità di acqua che, non trovando una via di fuga nel sistema fognario, si è riversata nelle stazioni rischiando di compromettere la sicurezza degli utenti. Un evento simile si era già verificato alcune settimane fa in occasione di un altro nubifragio.
MORTO ANNEGATO UN IMMIGRATO DELLO SRI LANKA - Ha portato in salvo la moglie e i due figli, poi ha ceduto alle acque che avevano invaso il piccolo seminterrato in cui viveva la famiglia, in via Castelporziano, zona Infernetto di Roma.
i danni del nubifragio dell'ottobre 2011
Anche allora il nostro disse le solite frasi di circostanza: ''Siamo di fronte ad una calamità naturale e quindi dobbiamo dichiarare lo stato d'emergenza e fronteggiarla. E' come se fosse un terremoto''
Come al solito si alzano le polemiche, non è possibile che il sistema fognario sia andato completamente in TILT subito dopo l’inizio del disastro, che per caso qualcuno aveva fatto male la manutenzione ordinaria?
Sterili polemiche, poi c’è un morto, dai! Non stiamo a rimestare nel torbido.
Poi però, il 12 dicembre ricapita un’altra volta, questa volta non è un nubifragio epocale, è un semplice temporalone invernale, molta pioggia ma in questa stagione ce lo si può aspettare.
Anche stavolta opposizione sulle barricate, ma il sindaco fa spallucce… tanto le elezioni sono lontane e il romano ha la memoria corta, avrà pensato “Er Celtica”, e poi diamine, non potranno mica arrivare altri casini, tutti in fila non è possibile nemmeno se sei di sinistra e hai la sfiga dalla tua parte.

Ecco fatto, puntuale come la morte e le tasse il generale inverno fa sentire la sua voce.
A Roma nevica, e stavolta non c’è proprio niente che funziona.
Eppure non è che le cose siano successe così all’improvviso, le previsioni mettevano neve già da qualche tempo, tanto che c’era stato pure il tempo di fare il punto con la protezione civile, di convocare la solita pagliacciata comunale con la solita Task force pronta per l’emergenza, e i volontari e i vigili urbani.
Stavolta è quella buona, deve avere pensato Giannino!
Stavolta ce la facciamo e gli facciamo vedere, tanto era sicuro delle sue forze, il nostro eroe,  ha pure rifiutato l’aiuto della protezione civile.
Tanto 35 millimetri di precipitazione che saranno mai (solo che 35 mm di acqua se vanno in neve diventano diversi centimetri, non ci vuole un genio a capirlo).
“Saranno cazzi” pare abbia detto il prefetto di Roma durante la famosa riunione, almeno così riporta il Fatto Quotidiano; ora, io non so cosa significhi questo per il sindaco più sfortunato del mondo ma secondo me significa, meglio che ci si dia una mossa in fretta.
E invece come al solito è caos.
Io non mi intendo di meteorologia  ma di imbecilli, a forza di avere a che fare con la politica mi intendo parecchio, quindi quando sento in televisione del patetiche idiozie che ora Alemanno mette in campo per parare l’ennesimo colpo alla sua ormai devastata immagine mi indigno.
Basterebbe dire: “Abbiamo sbagliato, abbiamo sottovalutato le condizioni meteo e abbiamo creduto di farcela con le nostre forze, è stato un errore di valutazione di cui ci assumiamo la responsabilità” forse in un altro stato, forse in un altro mondo le cose avverrebbero così.
Da noi invece è sempre colpa di qualcun altro.
Adesso è colpa della Protezione Civile, che non è più quella dei bei tempi di Bertolaso.
Tra l’altro è vero, la Protezione Civile SpA dei tempi del dottor Bertolaso è roba passata, meglio non farla ricordare visto gli scandali che si è portata appresso.
Sicuramente non c’è più tutta la pubblicità di una volta, di sicuro non abbiamo assistito alle conferenze in pompa magna del mitico “Comandante in Capo”.
D’altra parte non ci sono città da ricostruire ci sono solo spazzaneve da fare funzionare e sacchi di sale da distribuire, niente di epico.
“il sindaco ha partecipato al comitato operativo e gli è stato detto quanto segue: nella giornata di venerdì, se avesse iniziato a nevicare al mattino ne sarebbe caduta 30 cm, se avesse iniziato nel tardo pomeriggio ne avremmo avuta 10 / 15 cm. Mentre per la notte tra venerdì e sabato c’era certezza assoluta di una grossa nevicata”. Dice Gabrielli.
Quindi che vuole Giannino? Più precisione par di capire: “Protezione Civile e servizio meteo ci parlavano di una precipitazione massima di 35 mm nel pomeriggio e serata di venerdì – ha detto – invece ha cominciato a mezzogiorno ed è aumentata. Quindi le previsioni erano totalmente sballate”
Quindi visto che la protezione civile non è capace di fare quello che deve fare, meglio sarebbe se tornasse sotto il Ministero dell’Interno.
Ma come? Ma non erano stati proprio loro a dire che la struttura della protezione civile non poteva stare sotto il Viminale perché la cosa rallentava la sua operatività.
Non erano loro i famosi fautori della Protezione Civile che da sola predice, previene, interviene, costruisce?
C’è qualche problema… non si capisce che significhi.
È buona la prima o la seconda? Che si fa?
Giannino è alla disperata ricerca di colpevoli, la protezione civile risponde che non è lei che deve pianificare l’intervento della neve al massimo deve valutare le linee guida, inoltre pare che siano state sdegnosamente rifiutate le “lame” in aggiunta che erano state proposte al sindaco.
La colpa allora è della provincia (di centrosinistra), i vigili e le forze aggiuntive infatti non hanno potuto arrivare a Roma perché erano bloccate sulle strade coperte di neve, ma anche qui la figuraccia è dietro l’angolo, le strade di gestione provinciale, Ardeatina e Laurentina sono libere mentre il vero disastro sta sulla Cassia che è di competenza comunale e che alla fine è dovuta essere chiusa.
Inoltre le lame tagliaghiaccio non arrivano a destinazione perché, uscite in ritardo sono bloccate negli ingorghi e qui la colpa di chi è? Degli orologi?
Non c’è che dire, una bella performance.
Menomale che sta arrivando la bella stagione, e soprattutto menomale che il tempo passa, perché per quanto il nostro sindaco possa dire, in onore del suo illustre predecessore “me ne frego” in riferimento alle polemiche, le elezioni sono vicine, e, ci si augura, finiranno davvero male per lui.