domenica 23 giugno 2013

QUELLO CHE NON DEVE NASCERE... insabbiamenti giornalistici alla nascita di Azione Civile


Ieri tra le tante cose che NON sono successe è Non nato un movimento politico.
Che cosa significa la contorta frase d’incipit a questo pezzo?
Significa che ieri presso il centro Frentani di Roma ha avuto sede l’assemblea costituente di Azione Civile, il nuovo soggetto politico che nasce dalle ceneri del progetto Rivoluzione Civile, strozzato in culla da molti burocrati che pensavano di saltare sul solito carretto per cercare di tornare in parlamento e che poi, una volta vanificato il loro piano hanno ben pensato di mollare baracca e burattini e tornare a farsi i loro giochini, mollando tanti militanti benintenzionati nel nulla (ovviamente nella speranza che alle prossime elezioni i militanti continueranno a votare il prossimo agglomerato di sinistra senza idee).
Cosa sarà questo movimento politico non lo so, staremo a vedere, come siamo stati a vedere negli anni tutti i movimenti di sinistra e destra e centro.
Non sposo mai le idee, non è il mestiere del giornalista.
Quello che chi scrive di politica deve fare è osservare, valutare, confrontare e, ultima azione necessaria, criticare.
Il nostro mestiere è quello della critica, senza non siamo giornalisti ma lacché.
Appunto, mi domando come mai né ieri né oggi sui giornali on line e sui quotidiani appaia la notizia dell’assemblea, se uno non fosse del mestiere nemmeno lo saprebbe (ho fatto la prova).
Certo, è vero, ci sono ben altri fatti di grande importanza a cui dare spazio, tipo la casa palestra di Josefa Idem (Repubblica), l’ennesimo contorsionismo sul fatto che Berlusconi sapeva (anzi no, anzi forse) che Ruby era minorenne (Corriere), la meteorologia, il papa che non va a un concerto… poi foto di uomini nudi per Dolce&Gabbana, foto di donne nude per fotografe emergenti, notizie di politica estera (queste sacrosante, ma come sempre prive di commenti geopolitica rilevanti).
Dell’assemblea di Roma niente.
Allora sono andato a dare un’occhiata a Google tanto per evitare che mi si dica che mi sono dimenticato qualcosa o qualcuno.
Niente nemmeno lì, solo un’ANSA e un lancio su “ilVelino” poi nulla.
Forse ho cercato male, magari sono stato troppo affrettato, un momento, riprovo: “Assemblea Nazionale Azione civile” nessun risultato sulle pagine dei giornali.
“Roma azione civile assemblea nazionale” nessun risultato.
“Azione civile, assemblea costituente” niente nemmeno così, poi alla seconda pagina leggo un link a
Libero, credo sia il giornale e invece è il provider di posta e la notizia è vecchia di due mesi.
Domanda da giornalisti: perché?
Non  è una notizia?
Eppure è un partito che alle elezioni ha preso quasi un milione di voti, magari non gli frega nulla a nessuno ma ci sarà pure un fesso in redazione per fare il copia incolla di un’ANSA e mandare tutto on line (ci vogliono più o meno 30 secondi, 50 se scegli una foto su google).
D’altra parte non si vede il motivo in Italia di un altro movimento politico che rompa la bellissima diarchia PD – PdL che così come, bella e litigarella potrebbe andare avanti per qualche annetto ancora, fino alla definitiva catastrofe.
Il problema è che se di mestiere fai il giornalista le cose le devi raccontare prima che il potente di turno te ne dia l’autorizzazione.
Soprattutto perché nel caso di Ingroia quando si è trattato di riempirlo di fango lo si è fatto in prima pagina con titolone e video.
A me il linciaggio mediatico non piace e nemmeno mi piace l’insabbiamento stile Unione Sovietica 1973. A Scalfari e soci probabilmente sì.

NB non sto qui a dilungarmi sui contenuti della riunione, questo blog non fa politica in quel senso ma visto che nessuno ve lo racconterà mai se volete farvi un’idea di quello che dice questo movimento andate su: http://www.azionecivile.net/?p=634.

Ai giornali bastava scrivere le ultime tre righe per non sembrare proprio dei servi!