sabato 22 gennaio 2011

500 DONNE CORAGGIOSE... bugie e verità sul lavoro in Italia


Goebbels (ministro della propaganda di Hitler) aveva un motto: “una menzogna è una menzogna ma se la ripeti un milione di volta diventerà una verità”
Spesso parlando con alcuni sindacalisti di ogni sigla mi ritorna in mente la frase del numero due del partito nazista soprattutto quando sento questi distinti funzionari, che si sono dimenticati da troppo tempo cosa vuol dire lavorare, fare affermazioni del genere: “Non ci sono più le lotte sindacali, i lavoratori sono diventati individualisti e davanti alle lotte si tirano indietro perché è meglio il guadagno personale che la lotta comune”.
Non sono i lavoratori a essere diventati individualisti, sono i sindacati che hanno perso la capacità, e prima ancora la voglia, di creare coscienza nei lavoratori.
Perché? Perché la coscienza fa paura, è pericolosa, perché un uomo che ha la coscienza dell’importanza di essere un portatore di diritti prima ancora che un “consumatore” pretende che anche tu faccia il tuo lavoro con forza e determinazione, e non tutti hanno la voglia di fare tutto ciò.
Fortunatamente per l’umanità, Goebbels si accorse da se e a sue spese che le bugie, anche se prese per verità dalle masse, hanno sempre le gambe corte e le bugie che lui e il suo capo si erano inventate durarono meno di un ventennio per poi scomparire inghiottite dalla storia.
Le bugie sul conto dei lavoratori stanno cadendo una ad una proprio negli ultimi giorni. Se ne accorge Marchionne che per quanto faccia il muso duro contro gli operai sa che tra le linee il malcontento cresce e che deve sbrigarsi a vendere tutta la baracca prima che questo malcontento travolga lui e tutto quello che resta della famiglia Agnelli – Elkan.
Se ne accorge negli ultimi giorni anche il comune di Milano, nelle persone dell’assessora alle politiche familiari Mariolina Moioli e del suo braccio secolare altrimenti detta Carmela Maddaffari (Dirigente Responsabile della Direzione Centrale Famiglia).
Dell’appalto che le due signore hanno messo in piedi due anni fa e che ha messo letteralmente alla fame 500 lavoratrici, con retribuzioni che si aggirano tra le 500 e le 800 euro al mese, per un lavoro di sei/otto ore giornaliere con bambini piccolissimi, si è parlato già su queste pagine e ancora si tornerà a parlare.
Ma qui si parla di bugie e di verità non si fa cronaca (non oggi).
Passiamo in rassegna qualche bugia (con le gambe corte) e oppugnamo alcune verità:
Bugia numero uno del comune: abbiamo migliorato il servizio e razionalizzato la spesa, VERITA’ il servizio si regge solo sugli sforzi immani di 500 lavoratrici che danno ben oltre il dovuto e che si rovinano la salute, la spesa è stata razionalizzata questo è vero, ma vorrei che ogni singola mamma che leggesse queste pagine mi dicesse se ne è contenta.
Bugia numero 2, della CISL, le lavoratrici non lavorano bene e quindi si meritano di essere pagate poco. VERITA’ le lavoratrici lavorano tantissimo e benissimo, devono anche riuscire a fare un lavoro pedagogico con i materiali scadenti che le cooperative mettono loro a disposizione e non è facile. La CISL è un ente che da molto tempo ha smesso di fare il sindacato e si è messa a fare il cotrocanto a ogni porcata che i padroni (variamente intesi) mettono in atto a scapito dei lavoratori e di questo al momento giusto pagheranno le conseguenze in termini di consensi.
Bugia numero 3, della società, i lavoratori non protestano più, questa bugia è quella che fa comodo maggiormente al comune e ai padroni, 500 ragazze hanno mostrato a tutti la verità.
Perché a febbraio protesteranno e sciopereranno per 52 ore, non accetteranno più alcun ricatto da parte delle cooperative e del comune, insegneranno a Milano così addormentata e assonnata, cos’è la dignità di un lavoratore.
E il Comune, l’Assessorato e tutto l’ingranaggio di sfruttamento delle cooperative sociali ha paura di questa eventualità, perché queste verità se gridate hanno il potere di cambiare il mondo e di ricacciare i bugiardi con le loro menzogne nell’ombra da cui provengono e di non farli tornare mai più.
Letizia Bricchetto Arnaboldi in Moratti, podestà di Milano nel XVIII anno dell’era berlusconiana ha il terrore di questo perché sa di essere uno spettro appeso a fili sempre più logori.
Ma la protesta non si deve fermare, non deve diminuire, perché la città è con le lavoratrici, è un’onda che dilaga e che li spazzerà davvero via tutti.