sabato 5 maggio 2012

KRISTAL UNIVESITETI... la cultura al tempo del declino



LA notizia che in Albania si stia montando un caso sulla laurea in economia ottenuta dal Trota nel 2010 mi offre più di uno spunto di riflessione.
Prima di tutto sono perplesso.
Pare che sull'altra sponda dell'Adriatico si sia arrivato a chiedere le dimissioni del ministro dell’istruzione.
In Italia le dimissioni di Maria "Stalla" Gelmini non le ha mai chieste nessuno nemmeno dopo lo strafalcione del neutrino. 
Che dovessimo andare a farci dare lezioni di moralità statale dall’Albania è divertente ma ragionevole.
In effetti l’università privata Kristal dove il Trota avrebbe preso il suo pezzo di carta è la quintessenza dell’idea di istruzione e formazione che Berlusconi e i suoi hanno accarezzato per anni, e che tutto sommato il signor Monti non disdegna.
Quel modo di fare istruzione che Calamandrei vede come l’anticamera del regime.
La Kristal è un laureificio per uno che la laurea non l’avrebbe presa manco al CEPU.
Certo, se ti laurei in economia in poco più di un anno, se ti iscrivi ancora prima di diplomarti, se il tuo autista sostiene che il giorno in cui prendevi la laurea in Albania ti facevi scarrozzare su e giù per la Padania, qualcosa di strano ci sarà.
È l’idea di cultura che non va.
La laurea che deve essere presa a tutti i costi, anche se non ci crede nessuno perché nel mondo dell’inconsistenza chi ha il potere può permettersi quello che vuole, anche di essere chiamato dottore.
Appunto, non un fatto di cultura, di sapere scientifico, ma di potere per il potere.

Dall’ altra parte del fossato mi colpiva anche una mostruosa intercettazione tra la Minetti e Berlusconi.
Lei gli dice: “Amore che bello!!! Stasera c’è una cena da te”
Lui “Si, dopo tanto tempo facciamo una cena”
Lei “ Senti posso portare una mia amica, lei è carinissima, bellissima ha anche la seconda laurea”
Subito dopo la Minetti chiama l’amica per spiegarle come funzionano le cene: “Non ti preoccupare ce ne sono di tutti i tipi, c’è la mignotta proprio, quella che fa schifo, poi c’è la sudamericans, poi devi decidere tu come stare e cosa dare… ma mi raccomando tu digli che hai studiato alla Sorbona, era lì vero?”
E l’amica: “Si un anno”
Lei: “Ecco, perché anche lui ha studiato lì, funziona”
A che serve la seconda laurea alla Sorbona se è palese a tutti che stai andando nel castello dell’orco a mettere il culo in faccia a un vecchio bavoso per portare a casa quattro soldi?
A che serve che le due ne parlino per davvero al telefono?
Fino a quell’intercettazione credevo che per la Minetti e soci (che da quello che si sente andrebbero processati soprattutto per circonvenzione d’incapace) fosse importante solo il lato economico e sessuale della cosa, tutto il resto era uno cosa che doveva andare bene per i giornalisti, le balle sulle lauree e le storielle sulle ragazze bellissime e preparatissime.
Invece no.
Una volta lessi un resoconto agghiacciante, riguardava l’abuso di una ragazzina di 15 anni da parte di uno zio materno.
Il porco aveva abusato della ragazzina da quando questa aveva 12 anni, i danni psicologici creati avevano costretto ad inserire la piccola in una comunità psichiatrica protetta.
Tra gli aspetti che mi colpivano c’erano gli atteggiamenti dell’uomo, un piccolo professionista brianzolo, nei confronti della piccola, dopo aver abusato di lei, si informava della scuola, di come andasse, dei voti, delle cose che imparava.
In fondo nel suo atteggiamento c’era un paternalismo volto a cancellare l’orrore del delitto che commetteva sotto una patina di normalità, tutti si aspettano che lo zio ti chieda come vai a scuola, il fatto che lo faccia dopo un abuso, tuttavia, rende il tutto ancora più abominevole.
È la stessa cosa che vedo nelle intercettazioni berlusconiane, c’è un paternalismo asettico e negativo. Qualcosa che ti faccia dire, non sono un bavoso da marciapiede, oltre al fatto che io ho i miliardi sono anche uno che si interessa delle donne che frequenta… se hanno la laurea se hanno studiato… se stanno bene.
Questa è la cultura ai tempi della seconda repubblica.
Da una parte un feticcio da esibire, non importa se poi fatto di nulla, dall’altro un passaporto, un lasciapassare per entrare di tua spontanea volontà nella tana dell’orco.
Perché se sei un laureato in ingegneria a Milano hai studiato come un pazzo e vuoi raccogliere i frutti del tuo sacrificio fai bene ad andare a vivere all’estero.
Se sei un pecorone che non ha mai fatto nella di buono, ma hai un padre altrettanto pecorone che da anni fa finta di lottare contro Roma Ladrona ma ci si trova benissimo, allora puoi mettere a frutto al tua laurea fasulla presa in un ateneo privato albanese che ha il nome di un salone massaggi con annesso bordello, e dire che sei uno “studiato” e che ti meriti il posto che ricopri.
D’altra parte se ha passato la tua vita a studiare riesci ad arrivare a una laurea importante, magari sacrificando molte cose nella tua vita ma non sei “carinissima, bellissima e simpaticissima” potevi tranquillamente risparmiare soldi e fatica e andare a lavorare in fabbrica (finché ce ne sono) che tanto non interessi a nessuno.

Viva l’Italia.

inserisco in appendice il bel pezzo di Calamandrei sulla scuola. Per chi vuol capire.
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private."