martedì 16 ottobre 2012

SCENARI LOMBARDI... il gioco (e il doppio gioco) di Formigoni



Attenzione a non cascarci.
Le dichiarazioni di pochi minuti fa da parte di Formigoni tra poco sarnno battute dalle agenzie come segno di resa dell’imperatore della Lombardia e come inizio di una nuova era.
Formigoni è un genio del doppio e triplo gioco e chi conosce la giunta lombarda sa che più che un consesso politico, la maggioranza al Pirellone sembra un coacervo di bari e biscazieri quindi occhio a tutto quello che sta succedendo.
Proviamo una lettura veloce e smascheriamo alcune bugie, anche perché temo che se non lo facciamo noi non lo farà nessuno.
Qualche immagine per capirci meglio.
Immagine 1: i leghisti entrano in aula con una maglietta pietosa che dice “Mafiosi giù le mani dal Nord”.
Qui vene da ridere solo a pensarci, adesso la lega vuole tornare sul Carroccio (è il caso di dirlo) dei moralizzatori. La mafia a nord non solo esiste e la lega lo sa benissimo, quella di Zampetti non è la prima inchiesta che parla di mafia e tocca la regione, qualcuno si ricorda il consigliere Ponzoni e il suo amico e collega Rosario Perri, quello che dopo parecchia anni a fare il City Maneger a Desio (comune della provincia di Monza Brianza disciolto per mafia) in tarda età si era cacciato in politica ed era menzionato nelle intercettazioni come uomo di fiducia delle cosche, per chi non se lo ricorda consiglio di andare a rileggere su questo Blog l’articolo “Osso, Mastrosso e il Cazzaniga” http://generazioneavversa.blogspot.it/2010/11/osso-mastrosso-e-il-cazzaniga-la-mafia.html dove, già nel novembre 2010 parlavamo di queste cose.
Oltre a questo la lega ha qualche problema anche in casa visto che Belsito, il tesoriere di via Bellerio si ipotizza avesse contatti con alcuni uomini d’onore (lo dice anche Albertini, futuro premier in pectore della nuova Lombardia).
Qualche sospetto grava anche su un altro consigliere regionale un certo Angelo Ciocca di Pavia che oltre ad avere avuto documentati contatti con il boss della locale di Pavia, Pino neri, finito in carcere il 13 luglio del 2010 ha anche visto uno strano trend elettorale su se stesso passando da poche manciate a migliaia di preferenze da una tornata elettorale all’altra (Ciocca non è indagato da nessuna procura per alcun tipo di reato).
Inoltre ci si domanda dove fosse la Lega negli anni in cui Zambetti scorazzava per la regione: il Trota era impegnato in Albania a prendere la laurea ma tutti gli altri consiglieri ed assessori leghisti dove si trovavano? Sul Dio Po? Oppure a scagliarsi contro Saviano quando parlava di Mafia in Lombardia? Ricordo ancora la mitica frase di Maroni, allora ministro dell’interno: “Saviano deve avere il coraggio di dirmi le cose che ha detto sulla Lombardia guardandomi negli occhi”.
Immagine numero 2: la legge elettorale, Formigoni vuole una giunta tecnica per modificare la legge elettorale e poi andare al voto.
La legge elettorale va benissimo così basta un ordine del giorno che cambi l’unica stortura che esiste nella medesima, il listino bloccato del presidente, quello per intenderci che ha fatto sì che la Minetti diventasse consigliera regionale, ora il Celeste dice che quello è un problema e che bisogna modificare questa stortura ma come al solito siamo al grottesco perché ce lo ha messo lui con una delibera apposita perorata dal Forza Italia nell’ultima legislatura prima di questa; non che ci sia da preoccuparsi nella destra in Italia ci siamo abituati, l’avranno scritta e votata a sua insaputa, e lui si è trovato a fare campagna elettorale con della gente intorno che sarebbe stata automaticamente eletta con lui indipendentemente dai voti senza rendersi conto della cosa… poveraccio.
Per il resto la legge elettorale è perfetta, non c’è tempo da perdere.
Ovviamente è il gioco delle tre carte, dopo la legge elettorale ci sarebbe da votare il bilancio regionale quindi si sarebbe a ridosso del Natale, a gennaio non se ne fa nulla, la giunta la si scioglie ad Aprile ma ci sono le elezioni nazionali e a Roma non piacciono gli election day per ovvi motivi (la coalizione che vince a livello nazionale tende a vincere anche tutte le tornate locali e con una situazione liquida come quella che abbiamo davanti non conviene né al PD né tanto meno a PdL e Lega) e quindi si potrebbe andare a Maggio ma anche più in là facendo sempre il solito giochino di un passo alla volta.
Per rendere la cosa più complicata c’è un problema tipicamente delle sinistre e qui arriviamo all’immagine 3: o così o elezioni in 45 giorni!
In effetti Formigoni ha prospettato questa ipotesi e per la sinistra sarebbe una catastrofe.
Primo perché non sono ancora state decise le alleanze e secondo perché 45 giorni non sono sufficienti per fare le primarie e poi lanciarsi in una campagna elettorale di grande respiro.
Questo significa che nella migliore delle ipotesi a 45 giorni si potrebbe arrivare a una coalizione un po’ raffazzonata con elementi diversi, un programma che potrebbe essere demolito con poco dalla destra (“Noi vogliamo continuare quello che abbiamo interrotto il loro programma è solo un raffazzonato meltin  pot di buoni propositi”) e la scelta di un candidato senza primarie potrebbe essere vista come un operazione di vertice che non convincerebbe l’elettore.
La variabile Grillo è tutta da stabilire, ma un partito unico come il suo, che non ha bisogno di costruire alleanze e le cui difficoltà non appaiono all’inizio ma dopo l’elezione potrebbe essere avvantaggiato a tutto interesse di Formigoni che sa che la sua parte non potrà mai vincere le elezioni anticipate ma che è interessato a giocarsi l’ingovernabilità della regione, il pasticcio generato da alleanze non chiare o da sistemi troppo complessi.
Attenzione… il Celeste non è uno facile a farsi da parte, ha le sue cartucce da sparare e lo farà senza alcuno scrupolo.