venerdì 25 marzo 2011

FATTI UNA VAMPIRA: lo spot sulla droga di Carlo Giovanardi


Gira negli ultimi giorni per le televisioni del regno il nuovo spot pubblicitari anti droga, la campagna quest’anno si chiama: NON TI FARE, FATTI UNA VITA.
L’autore (sceneggiatore e pare pure regista), veniamo informati, è il fulgido sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Carlo Giovanardi, una delle figure più tristi e bieche del baraccone governativo berlusconiano.
L’ex democristiano di destra ora Liberal Popolare ha una vera fissa per le sostanze stupefacenti.
Fin dai tempi in cui era ministro dei rapporti col parlamento la sua massima aspirazione era quella (dichiarata) di: “Mettere in comunità di recupero anche i ragazzi che si fanno gli spinelli perché lo sanno tutti che da lì all’eroina ci vuol poco e quindi meglio pensarci subito” (dichiarazione fatta a Porta a Porta maggio 2004).
È sua la legge più orrenda e inutile che questo paese ha varato sul tema del consumo di sostanze: (legge fini – giovanardi 49/2006 correttiva della legge 309/90 T.U sulle sost. Stupefacenti) la legge che abolì la distinzione tra droghe pesanti e leggere e in cui si sanciva che chi fosse trovato in possesso anche di minime quantità di sostanze per uso personale sarebbe stato sanzionato con il ritiro del passaporto (qui c’è una causa pendente a Strasburgo perché parrebbe che levare il passaporto a chi non ha compiuto un reato penale sia una limitazione dei diritti umani).
La legge era fortemente demagogica e di difficile attuazione, lasciava buchi normativi e riuscì a mandare in galera giusto un paio di ragazzini, poi la maggior parte dei giudici decise di applicarla secondo criteri più morbidi e non se ne sentì più parlare, come accade per tutte le cazzate dei berluscones a parte quelle che servono per salare il didietro al boss.
L’unico vero risultato che ottenne fu un innalzamento relativo del prezzo della Cannabis (unica vera sostanza che si voleva colpire perché nella testa del ministro era il prodromo dell’uso di eroina) e un calo sensibile del prezzo di cocaina ed eroina che secondo gli ultimi dati dell’osservatorio nazionale sul consumo delle sostanze stupefacenti sta tornando alla ribalta tra le sostanze più consumate tra i giovani (fumata e non più iniettata).
La campagna giovanardiana di quest’anno è un’altra inutile spesa del nostro governo “del fare”.



Andiamo con ordine, facciamo un piccolo riassunto: un gruppo di giovincelli sta partendo per una gita sulla neve, settimana bianca che in questo periodo di crisi tutti i ragazzi si permettono anche più volte l’anno, tra loro una ragazzina e un giovanotto, prima che il torpedone parta al ragazzo si avvicina un coetaneo che mette in mano a lui, senza chiedergli niente in cambio nemmeno un pacchetto di caramelle, una busta rigorosamente trasparente piena di pastiglie colorate (qui ci si dovrebbe domandare se i due giovani non vogliano entrare in Matrix visto che c’è sia la pillola rossa che la pillola blu).
Il ragazzo sale sul mezzo e si mette al fianco della ragazzina che lo guarda con disapprovazione, subito dopo si addormenta e sogna, cosa? Ovviamente il suo sacchetto di “DDroghe” (l’errore è voluto) che però si trasformano in una ragazza bellissima e biancovestitia che lo attende sulla neve.
Lui fa per abbracciala e lei lo ricambia, ma proprio in quel momento la ragazza si tramuta in una vampira che lo morde sul collo.
Il ragazzo si desta, il viaggio è finito, l’autobus è fermo davanti all’hotel. Lui scende e davanti agli occhi della ragazzina bacchettona dell’inizio butta le pasticche dentro un provvidenziale braciere probabilmente dimenticato lì da qualche prostituta sprovveduta.
Il sano esemplare di maschio pulito rincontra il sano esemplare di femmina pulita. che gli passa uno snow board, segno di una trasgressione vitale e un po’ birbantesca e parte la musica di un grande idolo dei giovani: Nek (era vecchio già quando ero giovane io).

Qui c’è tutto quello che il mitico inventore del Family day pensa di giovani e di disagio, in più il povero sottosegretario di cui speriamo di non vedere mai più altra sceneggiatura, dimostra di non sapere assolutamente nulla del mondo dei giovani che vuole ammonire e forse terrorizzare.

Ho lavorato per molto tempo all’interno del mondo delle sostanze, sia nella prevenzione primaria sia nella riduzione del danno e posso sicuramente affermare che queste campagne servono solo a giustificare i soldi buttati per nessun motivo.
Da un punto di vista strettamente psicologico, questa campagna non raggiunge i giovani in nessun modo, per i seguenti motivi:
1. il mondo delle sostanze come immaginato da Giovanardi non ha nessuna attinenza con quello reale: che cavolo è il sacchetto di pastiglioni, che cavolo è l’amico che ti dà la droga senza chiederti soldi in cambio? Da una ricerca condotta dalle equipe di educativa di strada tra Milano e la Brianza nel 2006 una delle paure maggiori dei ragazzi è il debito che si contrae nell’acquisto, i ragazzi vivono in una logica di tutto e subito e spesso sono incapaci di gestire il denaro esponendosi per cifre spesso molto alte, si vengono a creare situazioni che possono essere risolte solo dall’intervento dei genitori, vero terrore dei ragazzi. Il ministro non lo sa, non si è mai impegnato a chiedere a professionisti alcunché sulle dinamiche del consumo, si basa su luoghi comuni e leggende metropolitane (ci sono gli spacciati fuori dalle scuole elementari che mettono la droga nelle figurine per fare diventare tossicodipendenti i bambini di sei anni), parecchi ragazzi consumatori occasionali di sostanze vedendo quella scena penserebbero: “Magari, dove sta sto fast food?!”.
2. La donna vampira: lo sa il ministro che negli ultimi 10 anni il mito del vampiro è il più radicato nell’universo dei giovani, e che tra l’altro lo è sempre stato? Il vampiro rappresenta tutto quello che un giovane vorrebbe essere, e d’altra parte quello che è: tormento, oscuro, in bilico tra una condizione e un’altra (il vampiro per definizione è il non morto), assetato di sangue che per antonomasia è la vita, vita che si deve succhiare il prima possibile, prima dell’alba appunto. Sul mito del vampiro si sono costruiti circa 2 tonnellate di libri a destinazione assolutamente adolescenziale il più famoso è la saga di Twilight che Giovanardi non ha mai sentito nominare, poi film, serie televisive,… Il ministro dovrebbe consultare un cinema prima di scrivere cazzate… il vampiro è segno di negatività giusto per lui e per suo nonno.
3. Collegato al secondo, i ragazzi di qualunque generazione sono legati alla regola “Meglio un giorno da Leone che cento da Pecora” e quindi l’incontro con la bella vampirona è molto più desiderabile di una vita al fianco dell’amichetta che tra l’altro si mostra disponibile e desiderosa di rimettere il fanciullo sulla buona strada… “che palle, ho una relazione con mia madre!”

Prima di fare produrre pubblicità del genere che fanno addirittura l’occhiolino al consumo di sostanze, il sottosegretario dovrebbe imparare qualcosa sui giovani che vuole “salvare”.
Lui li salverebbe mandandoli nell’unica comunità che ritiene un modello: San Patrignano, che è stata e resta uno dei punti maggiormente oscuri del recupero dei tossicodipendenti in Italia, luogo misterioso per tutti gli addetti ai lavori di cui nessuno conosce i protocolli e di cui si fidano ormai solo Berlusconi e i suoi (tutti accaniti fan della comunità romagnola che organizza annualmente una festa in onore di Berlusconi & c. beccando ovviamente soldi e prebende dal boss).

In definitiva per Giovanardi i giovani sono da separare in due categorie come sulla banchina dei treni in Auschwitz: a sinistra verso la salvezza quelli bravi, studiosi, ricchi diligenti, che preferiscono lo sport all’ozio, la musica di Nek alla house o alla tecno, che si trovano una fidanzatina di buona famiglia subito, che non esagerano e che comunque tornano sulla retta via al primo segnale di presenza del Diavolo nella loro improvvida azione.
A destra, verso i forni crematori, tutti gli altri… peccato che in adolescenza tutti gli altri siano quasi tutti.