sabato 5 marzo 2011

LA MAMMA DI BATMAN... tutti gli abusi di Moratti jr.




L’altro giorno parlavo con Irene e Marco.
Gente normale. Sembrerà strano ma a Milano la gente normale è il 95% della popolazione.
Poi ci sono quel 5% di ricchi, vip e modelle che, come per magia sembrano gli unici abitanti della metropoli.
Irene e Marco mi parlano dei loro progetti: “Levarsi da questa fogna il prima possibile, magari andando a Berlino” tanto tutti e due parlano tedesco, Marco un po’ di più, ha studiato lingue e si è laureato con una tesi sulla letteratura tedesca del novecento, Irene ne sa qualcosa di meno, ma va bene lo stesso.
L’importante è andare in un posto dove uno che ha voglia possa dimostrare quello che vale.
Marco adesso lavora per la “grande distribuzione”, un eufemismo per dire che fa il commesso in un megastore di articoli sportivi, e Irene fa la mamma a tempo pieno visto che la loro piccola è nata da pochi mesi, però visto che lavorava a progetto nello studio di un commercialista adesso è pure disoccupata.
“I soldi non bastano, o paghi l’affitto ho compri le cose, ce la caviamo perché ci aiutano i genitori, ma ci pesa un sacco”
La casa di Irene e Marco sta nella periferia ovest di Milano, in uno dei tanti quartieri dormitorio che si stendono tra i padiglioni della fiera Rho e il lusso del centro.
Quelli che chiamiamo “anonimo tessuto urbano”.
“750 euro al mese di affitto, più luce gas e telefono, altro che terza settimana” dice Marco.
Racconto la loro storia, che è simile a quella di moltissimi altri giovani nella ridente città del nord perché credo che sia il magnifico contraltare alla notizia che campeggia sulla prima pagina di Repubblica Milano di oggi e che richiama a un’inchiesta dell’Espresso in edicola da stamani.

Moratti jr, una villa in stile Batman
 condonata grazie al Pgt del Comune
una casa da sogno in stile Batman con tanto di sala fitness "con vasca idromassaggio, bagno turco, piscina salata, immense camere da letto, botola motorizzata" che porta in un bunker sotterraneo "con poligono di tiro"
I fatti risalgono all'agosto del 2009. Moratti jr chiede "la fusione" di quattro unità in via Ajraghi 30 "e la modifica di spazi interni" con recupero di cantine. Sono laboratori industriali inseriti in un complesso in cui, però, sono decine i loft. Al Comune vengono pagati oneri minimi: poco più di 6mila euro. Non ci sono richieste per cambiare la destinazione d'uso. Almeno fino a un anno dopo (in commerciale, però), quando il caso è già esploso sulla stampa. I lavori sono quasi ultimati quando il gruppo Hilite Brera 30, che si occupa di interni di lusso, per farsi pagare parte del compenso porta tutto in tribunale. Per i legali della famiglia Moratti la ditta "ha lavorato male". Il problema, però, è un altro
.

Tutto ovviamente ristrutturato in modo del tutto abusivo in spregio del piano regolatore e senza aver chiesto il minimo permesso.

A Milano si muore di fame se per caso ti scappa di fare un bambino e non hai calcolato bene la rata del mutuo o dell’affitto bilanciandola con i pannolini.
A Milano si manda perfino l’esercito a sgomberare i giovani che occupano i centri sociali. A Milano se due senegalesi dormono in un palazzo abbandonato si urla subito al degrado urbano e si fanno le fiaccolate della Lega per l’ordine e la sicurezza.
Ma il figliolo della signora sindaca, con tutti i suoi miliardi e le sue entrature può decidere di farsi una casa, prendendo un’ex area industriale, ristrutturandola come la villa di Batman (e qui si potrebbe discutere a lungo sui modelli culturali della nuova borghesia milanese), dimenticare di cambiare la destinazione d’uso, finché sentendosi scoperto non maschera la cosa rivendendo il tutto a un’azienda di abbigliamento.

Anche di questo la signora sindaca dirà di non sapere niente.
Non sarebbe la prima volta.
Quando il comune diede in affitto ai neofascisti di Forza Nuova un locale in pieno centro la signora disse di non essere a conoscenza della cosa perché: “Il sindaco non può sapere tutto di tutti gli atti che il comune produce”.
Allora, da queste pagine consigliammo alla signora Letizia Bricchetto Arnaboldi in Moratti di farsi vedere un po’ più spesso a palazzo Marino, visto il suo record negativo di presenze in consiglio e in giunta (vedi “Qualche domanda alla camerata Letizia Moratti, podestà di Milano” novembre 2010); adesso sinceramente non sappiamo cosa consigliare… forse di farsi vedere più spesso in casa propria o di parlare più spesso con il figlio, giusto per sapere dove abita e se abita in una casa abusiva o meno.
Probabilmente a sua discolpa la santa donna dirà che non poteva sapere nulla perché alla fine suo figlio è un adulto che vive la sua vita e non chiede il permesso a lei per fare le sue scelte ma credo che con un po’ di buon senso la mamma dovrebbe chiedere al figliuolo dove diavolo vive e cosa fa la sera, nonostante l’età.

Tra l’altro mi colpisce molto la notizia della botola motorizzata per condurre il novello Bruce Wayne al poligono di tiro sotterraneo, credo che solo questo violi due o tre articoli del codice penale (sempre se tutto si rivelasse vero – ormai faccio come Benigni).

Come al solito, mi piacerebbe che la signora Moratti andasse a parlare con Irene e Marco, andasse a parlare con quelli che se la passano male anche per colpa di tutto quello che non ha fatto. che spiegasse la sua versione a quel 95% di milanesi che non se la passano bene come suo figlio e i suoi amichetti ma che, comunque le hanno dato credito in maggioranza qualche anno fa, andasse a spiegare ai cittadini che cavolo è il suo PGT che in pratica si rivelerà una sanatoria per ogni porcheria privata fatta in città da questi arroganti imbecilli senza dignità.

Probabilmente non troverebbe tutta questa comprensione, se non tra coloro che ormai sono rotti ad ogni abuso, in questo nuovo medioevo dove i servi della gleba pagano pure per i delitti dei signori feudali.