mercoledì 17 agosto 2011

I NUOVI RE D'EUROPA... Merkel e Sarkozy alla conquista del vecchio continente

Nel 1992 ero un ragazzino a cui i professori dicevano che l’Unione Europea, appena nata, sarebbe stata la grande casa di tutti gli europei e che sarebbe diventata in breve come gli Stati Uniti d’America… ricordo che la mia professoressa di Italiano si augurava che non avrebbero scelto presto la nuova lingua europea come prima lingua (lei pensava all’inglese) perché questo avrebbe voluto dire una diminuzione delle ore di italiano in favore di quelle della lingua albionica.
Già allora io ci credevo poco, sono di quelli che ha messo in dubbio l’esistenza di Babbo Natale a 5 anni, quella di Gesù Bambino a 8 e quella di Dio a 14, figuriamoci se credevo agli Stati Uniti d’Europa.
In effetti la storia mi ha dato ragione.
L’Europa non è mai nata e nessuna cancelleria ha mai fatto nulla per farla nascere, se si esclude quel vergognoso tentativo di costituzione, pluribocciato laddove si è proceduto a un referendum per ratificarla.
L’Europa è l’ennesima truffa che il mercato propone per espandersi, con i popoli non c’entra proprio nulla.
Quando penso alla retorica europeista mi viene in mente la pubblicità dello yogurt.
Tutti sappiamo che uno yogurt alla fine altro non è che latte inacidito con l’aggiunta di batteri ma siamo disposti a credere che ce ne sia uno più salutare degli altri e uno che mi sgonfia la pancia più degli altri, e uno più vellutato degli altri… alla fine sappiamo che è un’idiozia ma ci piace credere che sia così.
Con l’Europa abbiamo fatto più o meno lo stesso: tutti sappiamo che l’unico organo che realmente esiste e che prende decisioni reali sulle nostre vite non è il parlamento europeo o la commissione, bensì la BCE, la banca centrale, ma siamo disposti a farci raccontare che esiste una specie di Europa che vuole questo e quest’altro “non siamo noi che riformiamo in peggio la scuola, è l’Europa che ce lo chiede”, “non siamo noi che mandiamo a gambe all’aria le piccole imprese agricole è l’Europa che ci impone così” “non siamo noi a voler distruggere lo stato sociale, è l’europa che ci fornisce il piccone”.
L’Europa come fu pensata dal ’92 in poi altro non è che una coesione delle banche nazionali creata per rendere il rapporto monetario stabile con le altre divise (Dollaro, Yen, Sterlina).
Le uniche leggi che sono state varate e sono state ratificate in maniera univoca dagli stati membri sono quelle in ordine finanziario economico. Anche gli accordi di Shengen altro non sono che un’estensione del concetto di Libera circolazione delle merci (in questo caso merci umane).

Ieri finalmente l’inganno europeistico ha gettato la maschera e possiamo tutti dormire sonni più tranquilli.
Finalmente sono stati incoronati due monarchi assoluti e due stati leader, che dettano le regole e le leggi, se poi i vassalli non ci stanno tanto peggio per loro, l’economia è l’economia, non si può mica andarci tanto per il sottile.
La signora Angela Merkel e il signor Nicolas Sarkozy sono i nuovi “decisori” d’Europa.
E le decisioni sono chiare e stringenti.
1) Nessun allargamento del fondo di solidarietà, chi ce la fa bene, chi non ce la fa si arrangi. Che poi la maggior parte dei paesi che non ce la faranno sono proprio quelli che accettarono le regole del gioco imposte da Francia, Germania e (una volta) Italia, proprio perché gli veniva mostrata quella come unica strada della crescita non importa a nessuno, infondo la Grecia non è mica uno stato, per la maggior parte dei francesi è solo un villaggio vacanze in mezzo al mediterraneo e il Portogallo non lo sanno nemmeno individuare.
2) Niente Eurobond, Tremonti se ne faccia una ragione, qui da noi nel contado potrà pure mostrare le sue piume da SuperMinistro plenipotenziario ma fuori dal cortile, per dirla con il Marchese del Grillo “non è un Cazzo”.
3) Tassazione delle transazioni economiche. Se ne sono accorti pure loro alla fine, noi nel nostro mondo virtuale lo si chiedeva da anni, solo quello potrebbe rimettere in sesto l’economia di un piccolo stato.

Nel caso non si fosse capito che l’Italia non ha più alcun peso in Europa, malgrado il cuore grondante di sangue del sempre lucido gerontocrate di Arcore, i due regnanti bacchettano anche noi con le parole: “Spagna e Italia prendano decisioni forti per il sostegno della credibilità” che significa: “non c’è più pazienza, adesso voi fate quello che diciamo noi, se il popolo protesta o si incazza sparategli cannonate perché altrimenti vi facciamo il culo nero!”
Siamo in buone mani.
Chiariamoci, le crisi in economia sono un dato strutturale tanto quanto i momenti di crescita.
Chiunque si occupi di questa materia lo sa, si guarda bene da avvertire i probabili piccoli investitori ma sa che ci sono e sono inevitabili come il caldo ad agosto.
In macro economia le crisi servono solo a definire in modo chiaro chi è il vincente e chi il perdente.
In questa crisi i vincitori sono state le grandi Banche e gli stati forti (che sono diventati, le une più grandi e gli altri più forti), le grandi industrie che hanno fatto a pezzi i diritti dei lavoratori e ci hanno ricacciato indietro di 40 anni ai bei tempi del signor padrone e del povero operaietto, gli investitori di altissimo livello che non vedranno toccati i loro guadagni anche se sono le loro speculazioni che ci hanno cacciato in questa crisi e da ultimo il sistema politico servo dell’economia di mercato che negli ultimi anni è sempre più inutile e indegno.
Marx sosteneva che le sovrastrutture servissero solo a gestire e organizzare in modo di produzione degli stati.
A parole hanno cercato di distruggere questa idea fin da quando fu formulata ma nei fatti è sempre più vera e scoperta.
I perdenti siamo noi.
Ma non preoccupiamoci più di tanto, non durerà a lungo nemmeno questa situazione, la prossima crisi sarà peggio, e indovinate a chi verranno a chiedere nuovi sacrifici.