lunedì 1 agosto 2011

LA CASTA DEI RISVEGLIATI... i giornalisti che si accorgono dei problemi (parte 1)


In questa giornata di salvataggi, di speranze e di promesse (mi riferisco allo stucchevole teatrino americano di cui non ho scritto e non scriverò nemmeno una riga perché lo considero solo l’ennesima truffa al buon senso), mi sono fatto influenzare e trasportare da un bel pezzo di Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi intitolato “La deriva del Partito personale”. (http://www.repubblica.it/politica/2011/08/01/news/mappe_diamanti_partito_personale-19857170/?ref=HREC1-5)
I motivi sono essenzialmente due, uno filosofico e uno giornalistico.
Quello filosofico si riassume nelle prime frasi del pezzo: “LA SECONDA Repubblica è ormai alla fine. Vent'anni dopo l'avvio, arranca faticosamente. Insieme agli attori che hanno contribuito a fondarla e a plasmarla. Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, per primi. In particolare, appare logoro il modello berlusconiano, imperniato sulla personalizzazione iperbolica del partito e del governo. Enfatizzata dall'uso dei media”.
Il concetto di “fine”, di “Tramonto”,… mi fa sempre pensare alla solita truffetta all’italiana, stile “Ti vendo a fontana di Trevi”.
La fine di che esattamente? La seconda repubblica non è mai esistita!
È bene ricordarlo fortemente, la Seconda Repubblica è un termine inventato dalla politica per dare agli italiani l’idea che si fosse usciti da un sistema corrotto e malato, quello di tangentopoli, e si fosse entrati in un mondo nuovo…
Da allora Dell’Utri ha comandato l’Italia a nome di Cosa Nostra, Berlusconi a nome della Massoneria Deviata, Bertolaso a nome di tutti i palazzinari di Roma e dintorni, tutti imparentati tra loro (d’altra parte già Trilussa scriveva “so cugini e so parenti nun se fanno comprimenti”), e poi una ridda di P3, P4, sanità lottizzata, tangenti per lo smaltimento dei rifiuti tossici e chi più ne ha più ne metta.
“La seconda repubblica è riuscita a farci rimpiangere la DC” mi disse una signora davanti al seggio elettorale durante le scorse amministrative.
Gli ultimi anni sono stati il dominio della “Casta”, variamente intesa e del popolo bue che l’ha seguita.
La casta della politica, tanto vituperata ma sempre rieletta.
La casta delle scuole e delle università, la casta del servizio pubblico…
Da ultimo la casta dei giornalisti che hanno potuto impunemente cancellare dalla carta stampata e dal video tutto quello che gli pareva scomodo o non allineato alle idee che la gente doveva credere.
Negli ultimi vent’anni l’Italia è scesa al 40° posto per la libertà di stampa prima di lei ci sono queste nazioni 1 Finlandia 0,50
- Islanda 0,50
- Norvegia 0,50
- Paesi Bassi 0,50
5 Canada 0,75
6 Irlanda 1,00
7 Germania 1,50
- Portogallo 1,50
- Suecia 1,50
10 Danimarca 3,00
11 Francia 3,25
12 Australia 3,50
- Belgio 3,50
14 Slovenia 4,00
15 Costa Rica 4,25
- Svizzera 4,25
17 Stati Uniti 4,75
18 Hong Kong 4,83
19 Grecia 5,00
20 Equador 5,50
21 Benin 6,00
- Inghilterra 6,00
- Uruguay 6,00
24 Cile 6,50
- Ungheria 6,50
26 Africa del Sud 7,50
- Austria 7,50
- Giappone 7,50
29 Spagna 7,75
- Polonia 7,75
31 Namibia 8,00
32 Paraguay 8,50
33 Croazia 8,75
- El Salvador 8,75
35 Taiwan 9,00
36 Mauricio 9,50
- Perú 9,50
38 Bulgaria 9,75
39 Corea del Sud 10
40 Italia

e così ci si capisce (soprattutto ci si stupisce di stare dietro a paesi come Namibia, El Salvador, Mauricio) .
Chiunque ha voluto lanciare una voce indipendente ha dovuto uscire dal sistema della carta stampata e affidarsi alla rete (il sottoscritto ne è un esempio) e spesso si è trovato il proprio articolo saccheggiato dalle versioni on line dei quotidiani senza che queste pagassero un centesimo allo scrivente (nel caso specifico per quanto riguarda l’articolo intitolato “Quando Larussa caricava i poliziotti”).
La seconda Repubblica è semplicemente stata la riproposizione della prima in stile kitsch.
Ricordo da ragazzino che ci si scandalizzava per il ministro DeMilchelis che passava le serate in discoteca… oggi si giustifica Berlusconi per le sue frequentazioni pedofile, sarà un segno dei tempi!

La seconda riflessione è di tipo politico/giornalistico.
Ritengo che nessuna professione come questa sia in grado di provare riprovazione per se stessa e contemporaneamente riproporre le stesse storture.
Nel suo pezzo Diamanti sottolinea come ormai “tutti” i partiti soano a vocazione Personalistica e leaderistica, cita ovviamente il PdL, poi il SeL di Vendola, poi l’IdV di Di Pietro, il FLI di Fini, poi addirittura l’ApI di Rutelli.
Unica eccezione il PD, definito dalla stessa Repubblica fino a poco tempo fa un partito non in grado di “trovare un leader credibile che rivaleggiasse con gli altri” (mettetevi d’accordo!!)
Falso anche questo, da anni, e non ne faccio mistero, milito tra le forze di quella che è stata variamente considerata sinistra alternativa, sinistra radicale, sinistra estrema, sinistra terrorista (“Libero” di qualche mese fa), la Federazione della Sinistra.
Più di una volta cercando di fare parlare nei vari talck show uno dei nostri rappresentanti ci è stato risposto che non si poteva perché c’era bisogno di fare vedere facce note e gente che fosse televisivamente appetibile, che in sintesi vuol dire, gente che magari dice delle idiozie ma che ci sta bene tra la pubblicità della FIAT e quella del formaggino.
Il partito personale è nato dal bisogno della televisione di spettacolarizzare la politica che doveva diventare un reality come tutti gli altri, nessun politico si è tirato indietro non comprendendo (per stupidità) che stava decretando la morte stessa del concetto di politica e di “fare politica”. Chi ha detto NO è stato semplicemente cancellato e bollato come eretico…
Trovo incredibile che in televisione Naziskin come Borghezio vengano invitati con regolarità e uomini di specchiata onestà coma Paolo Ferrero o come molti leader dei partiti di Sinistra vengano letteralmente ignorati e messi alla gogna come “Radicali” pericolsi.
Oggi nessuno fa politica, da Vendola alla Santanché (per prenderli tutti), si è costretti a fare solo intrattenimento ad uso e consumo della pancia degli italiani tifosi e bisognosi di idoli pret à porter.

Se oggi il signor Diamanti nel suo magnifico pezzo si trova d’accordo con quello che da queste pagine diciamo da un anno non posso essere che contento, non si preoccupi questa volta il furto di proprietà intellettuale è ben voluto e accettato… incontriamoci e cambiamo lo stato del giornalismo asservito di questo paese.