domenica 31 luglio 2011

ATM MILANO... i privilegi del signor Catania


È stupendo vedere come i dinosauri siano attaccati alla sopravvivenza.
Qui a Milano si dovrebbero portare le scolaresche per mostrare ai bambini come certi istinti siano duri a morire.
L’altro ieri Giuliano Pisapia, ha deciso di azzerare i vertici di ATM e ieri ho letto le incredibili dichiarazioni del Brontosauro Metropolitano, il presidente dell'azienda di trasporto Elio Catania che dice di aver accolto la notizia con: «Stupore e indignazione. Questo è il sentimento che mi ispira quanto avvenuto, per come è avvenuto e per quanto dichiarato dal Sindaco, che apprendo dalle agenzie».
Stupita e indignata è pure la signora Bricchetto Arbaboldi (in Moratti), altra dinosaura ormai data per estinta ma che, si vede, ogni tanto mette il naso fuori di casa dice due cavolate e torna a fare compere con le amiche, commenta l’ex sindaco: “E’ una decisione immotivata, quella di Pisapia, come è immotivata la sentenza della Cassazione”.
Strepitii anche dall’ex vice sindaco Riccardo De Corato e da mezzo centro destra milanese.
Che carini… come mi fanno tenerezza.
Alla Moratti pare immotivato l’azzeramento del CDA. Posso capirlo: ATM negli anni è stata l’immagine personificata del modello di gestione Pdiellino della cosa pubblica.
Affidato perlopiù ad amici degli amici che poi di base potevano fare quello che volevano e gonfiarsi le tasche come meglio credevano, al massimo il Comune avrebbe pensato a spostare capitali per risanare i bilanci.
Tanto per dire diamo un rapido e superficiale sguardo ai benefit del CDA e del Presidente, lo stupito e indignato Catania.
Partiamo dal curriculum del Nostro: 67 anni (largo ai giovani!) proveniente da FS e da Ibm, pensionato INPS a 12.276 euro al mese.
Catania guadagnava come AD di ATM la bella cifretta di 300 mila euro all’anno, che a lui, abituato ad altri lussi sembravano troppo pochi (come dargli torto Milano è una città cara). Tentò allora giusto due anni fa di alzarsi lo stipendio ma nacque un problema, per delibera comunale (e per sentenza della Corte dei Conti) nessun funzionario può avere uno stipendio superiore a quello del sindaco… come fare?
Lo spiega bene Oriana Liso su Repubblica di oggi: Due anni fa Catania riuscì ad “aggirare” le restrizioni imposte dalla Corte dei coni facendosi nominare “group ceo” delle 11 società della galassia Atm, quindi sommando le poltrone di presidente e amministratore delegato: totale ufficioso, quasi 450mila euro annui.
Sufficiente? Ovviamente no.
Fare il “group ceo”, qualsiasi cosa significhi, è un mestiere che da ampio spazio di manovra, una riunione qua, due firme là e poi hai tutta la giornata più o meno libera, e, si sa, se un pensionato non si impegna la giornata poi finisce alla bocciofila a bestemmiare contro le tasse e bere vino, meglio fare qualche altro lavoretto.
Infatti il nostro arzillo settantenne è anche membro del cda di Telecom (remunerazione base 110mila euro annui, più altri 100mila per tre poltrone nei comitati) e Intesa San Paolo (150mila euro all’anno), a questo si aggiungono le solite cariche onorifiche nelle varie fondazioni sparse qua e là, briciole che non si possono stimare.
Fa bene il signor Catania a sentirsi stupito e indignato, se pigliassi 700 mila euro all’anno e me li levassero da un giorno all’altro io sarei pure offeso e incazzato.

Passando a più ameni appetiti vediamo quello che si portano a casa in quanto a benefici i signori del CDA, per la cronaca: Giuseppe Frattini, Piero Ramponi, Francesco Tofoni e Dario Cassinelli.
Una casetta in centro, gratis per 2 anni, per i dirigenti che vengono da fuori Milano ma anche per tutta la selva di consulenti amici che Catania si è portato dietro dalle precedenti imprese FS e IBM.
Il signor Tofoni (uomo del ministro della difesa, il sempre fascista Ignazio Benito Maria Larussa) invece, ama le macchine con un certo stile aggressivo e non si accontenta dell’AUDI A6 messa a disposizione per i manager. Quindi l’azienda paga il leasing di una bella Jaguar (non so che modello ma fa lo stesso) che Tofoni fa guidare da autista personale.
Ovviamente non si butta via nulla, e visto che le auto aziendali ci sono e c’hanno pure 150 euro di gasolio pagato al mese (e il permesso di entrare e parcheggiare ovunque) perché lasciare le mogli a piedi o costringerle a comprare un SUV?
Anche perché il dirigente per se stesso, se ne ha proprio bisogno, può chiamare l’auto di servizio con autista personale (è un’azienda di trasporti e quindi si fanno trasportare).
A questo vanno aggiunti i Checkup gratuiti per dirigenti e famiglia (sempre utile in tempi di ticket sanitari per tutti) e un sacco di sconti ovunque, dal cinema all’opera, dal calcio al basket e ingresso gratis in tutte le mostre laddove ATM è partner (negli ultimi anni guarda un po’ praticamente tutte).

Oltre a questo per non far mancare nulla ai dirigenti vengono assicurati doppi e tripli incarichi, alcuni dei quali davvero singolari, Frattini “ha ricevuto anche un incarico di consulenza del progetto “Alta sorveglianza sede di via Monte Rosa” (150mila euro) e, da Mm, un’altra consulenza come collaudatore del prolungamento della linea M3”, sono sempre stato interessato a questo concetto della consulenza… il CdA di un’azienda che, non trovando al suo interno le risorse per sbrigarsela da sé, incarica un esterno per fare da consulente.
Ma se il consulente è lo stesso che a dichiarato di non essere in grado e di aver bisogno di se stesso come consulente la situazione è a dir poco Kafikiana.

Nell’holding ovviamente non si dimenticano mai gli amici e quindi ci si devono infilare pure i soliti trombati alle elezioni come l’ex deputato PdL Alberto Di Luca assunto con incarico da 300 mila euro annui che percepisce impunemente la pensione da parlamentare di 6500 euro mensili.
Altro ex politico all’interno della holding è l’ex assessore comasco Fulvio Caradonna (sempre amico del ministro della Difesa Ignazio Benito Maria) che porta in dote una condanna per ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA… si vede che serviva un responsabile alla salute aziendale.

Ora la Moratti strepita e, come il suo amico Tremonti ieri, per nascondere tutta questa storiaccia (che più o meno tutti i milanesi sanno) parla dei bilanci in attivo dell’azienda e dice che non si manda via un CDA se ha portato l’azienda in positivo.
Quindi visto che l’azienda più florida d’Italia è la ‘ndrangheta non si capisce perché ci ostiniamo a perseguire gli affiliati.
Quindi se faccio il medico senza laurea (sodale di Caradonna) e sono bravo e non ho mai ammazzato nessuno, non si capisce perché i condannino.
Quindi se faccio il politico, rubacchio un po’ ma tutto sommato non si fa male nessuno posso andare avanti… scusate l’ultimo esempio ovviamente è sbagliato, la risposta è certamente “Sì avanti tranquillo per tutto il tempo che vuoi”