giovedì 25 agosto 2011

IL PARTITO DELLA FIAT... la "discesa in campo" di Montezemolo


Mi ricordo un fatto di qualche anno fa… era il 1993 e Gianfranco Fini, allora segretario del MSI, fascista dichiarato e delfino di Almirante, si candidò per le amministrative di Roma.
Perse, ma l’allora rampante e “giovanile” Silvio Berlusconi, imprenditore in Milano, dichiarò alla stampa: “Io avrei votato per lui”.
il Manifesto fece una copertina che non scorderò mai sullo sfondo la faccia di B. in alto il titolo “il cavaliere NERO”.
Qualche anno dopo, al tramonto della figura del rampante arcorese, si affaccia sulla scena un nuovo Rampante.
Luca Cordero di Montezemolo.
Qui a parti invertite il ruolo di quello che dice che voterebbe per lui è affidato a un nuovo “cattivo”.
Il signor Marchionne che dichiara pubblicamente che lui voterebbe per un Montezemolo.
Benissimo.
Al di la del parallelo storico credo che sia il caso di fare un paio di considerazioni di ordine sociale ed economico.
La candidatura del buon Luca Cordero di Montezemolo mi è apparsa subito come una manovra fuori tempo massimo e con poca lungimiranza politica.

Può fare un favore all’agonizzante destra ma sicuramente non sarà determinante.
Vent’anni fa nello scoramento globale della popolazione nei confronti della politica il paradigma Politico di professione = ladro, industriale = buon amministratore sembrava intaccabile oggi credo che sia un po’ meno evidente.
Essere un buon amministratore delle proprie cose non necessariamente significa essere un buon amministratore delle cose pubbliche, anzi, l’idea che ciò che non è mio è di tutti non è proprio nella testa di chi nella vita ha imparato solo l’accaparramento.
Tra leggi ad personam e personas varie gli industrialotti politicanti non hanno fatto una bella figura e il popolo lo sa, magari i politici dovrebbero ricordarglielo, soprattutto la sinistra (leggi PD) se non fosse in altre faccende affaccendata (vai a capire quali)
Secondo: la politica è un gioco degli scacchi molto complicato, quando ci sei dentro puoi anche permetterti di giocare di copertura, prima dentro, poi fuori, poi ancora dentro ma se non ci sei ancora entrato devi fare una mossa lampo.
Montezemolo sta passando gli anni a dire: “Entro in politica, anzi no, ora ci ripenso, se me lo chiedono ci entro, no non è vero non ci entro manco morto!” così il popolo bue, l’elettore disinteressato, quello che non capisce nulla di politica e cambia canale quando vede in tv un approfondimento ci deve pensare troppo e desiste.
Un po’ quello che è successo a Fini quando ha cercato di smarcarsi dal B.
O stacchi la spina e il Biscione muore oppure finisci a non contare nulla e a fare le cosine con Rutelli e Casini.

Cosa vuol dire questa “discesa in campo con subitaneo Endorsment marchionniano” allora?
Nasce il partito FIAT?
Nasce il partito Confindustria?
Nasce il partito del Padrone?
Sì a tutte e tre le domande.
I poteri forti si stanno organizzando intorno a nuovi centri aggregativi e di potere!
La finanza bianca, quella che fa riferimento all’Opus Dei e a CL, sta abbandonando i vecchi paradigmi e ha bisogno di trovare qualche nuovo referente.
Confindustria non ha ottenuto tutto quello che voleva da questo governo perché alla fine Berlusconi è troppo preoccupato di non perdere l’elettorato leghista (che si incazza se gli tocchi pensioni e diritti) per affossare completamente le relazioni sindacali.
Non si può dire che non ci abbiano provato a onor del vero.
Inoltre hanno trovato degli alleati importanti in CISL e UIL i sindacati “Responsabili” che pur di far soldi con gli enti bilaterali sarebbero disposti a mandare all’aria qualunque diritto, compreso l’art. 18; a proposito il PD è critico sullo sciopero del 6, non c’è problema se lo sciopero va bene il giorno 7 salteranno sul carro dei vincitori!
Per essere più precisi l’operazione che si vuol tentare è quella di fare diventare il partito dei Padroni l’interlocutore unico in parlamento con la politica, una sorta di entità terza agli schieramenti che assicura il proprio voto laddove serve a patto che si facciano le leggi come dicono loro.
Non sarebbe una novità.
Berlusconi entrò in politica facendo finta di essere un outsider, uno che non capiva nulla di queste cose, memorabile fu la famosa battuta alla sua prima apparizione televisiva a premier il 10 maggio 1994 quando disse: “Mio figlio ha detto a scuola il papà di mestiere aggiusta le televisioni, ora dovrò spiegargli che il papà non avrà più tempo per aggiustare le televisioni perché deve aggiustare l’Italia”, Montezzemolo e confindustria entrano in politica senza nemmeno il bollino di nuovi o di outsider sono il neocapitalismo alla sudamericana che avanza.
Mi domando se gli italiani ci cascheranno anche questa volta.