domenica 18 settembre 2011

BANDE ARMATE... la lega e le possibili infiltrazioni fasciste

“il reato di banda armata è figura criminosa, consistente nel formare o partecipare ad una particolare associazione a delinquere con lo scopo di commettere uno o più tra i più gravi dei delitti contro la personalità dello Stato (art. 306 c.p.). Tanto per capirci, se metto insieme 4 scagnozzi della peggior specie e pianifichiamo la rapina di un portavalori sto compiendo il reato di Associazione per Delinquere con tutte le declinazioni del caso, se invece, per esempio, metto insieme un numero più o meno imprecisato di “brave e oneste persone” che si riconoscono in un ideale che ha per fine ultimo l’attentato agli organi dello stato, sto compiendo il reato di Banda Armata. Quello che Bossi e compagni dicono di voler fare ogni qualvolta il vento cambia e sentono di perdere il consenso del popolo è “istigazione alla banda armata” «La Lega è come un Winchester a canne sovrapposte e ha due pallottole in canna?»; «Siamo veloci di mano e di pallottole: da noi costano 300 lire»; «Sul Fisco i nostri carri armati sono pronti»; «Se vince il no al referendum del 25 e 26 giugno, ci saranno vie non democratiche per cambiare». Quello che ha detto ieri: ‎"In tutte le regioni bagnate dal Po c'è l'esercito padano. Aspettano che succeda qualcosa, aspettano un lampo per mettersi in cammino". Il populismo, come abbiamo spesso scritto da queste pagine è una brutta bestia. Lo si può pure agitare a fini elettorali, si può dire tutto e il contrario di tutto, sicuri che queste cose sotto elezioni paghino ma poi, alla resa dei conti, quando diventa evidente che dietro ai proclami non c’è nulla si possono fare solo due cose. O si evita addirittura di ascoltare, come fa Berlusconi, certo che tra oggi e il 2013 ci sarà una nuova catastrofe naturale o qualche evento tremendo che possa rilanciare la figura del presidente con il cappello da pompiere, da vigile urbano o da ferroviere, oppure si fa come Bossi, si tira sempre più in atro l’asticella della provocazione per evitare di fare guardare la gente nella giusta direzione. La lega ha fatto sempre così. Nel suo delirio non è mai riuscita a portare dei benefici alle regioni del nord si è semplicemente accontentata di gestire l’esistente gettando benzina sul fuoco dove c’erano fiamme da attizzare oppure inventando incendi laddove non c’era nemmeno un piccolo focherello. Ricordo i proclami allucinati contro le moschee in piccolissimi centri dove non si era mai nemmeno parlato di costruire un sottoscala adibito a centro culturale, ricordo l’emergenza stupri sbandierata nei piccoli centri del trevigiano o della Brianza dove di stupri non se ne erano mai visti. Ricordo le campagne per Gesù bambino in ogni aula scolastica e per l’imposizione a scuola dei canti natalizi, che tra l’altro offendono anche l’italiano laico e non solo il credente di altre religioni.
Adesso la Lega si dibatte in problemi serissimi, alla base la manovra succhiasangue di Tremonti non è proprio andata giù e lo ha fatto capire molto bene ai bravi leghisti lassù sulle montagne del Cadore. A molti varesini non è proprio piaciuto il diktat imposto dall’alto al sindaco Fontana a non partecipare allo sciopero dei Sindaci. Inoltre Bossi sa che nel DNA del leghista c’è, latente, lo stesso imprinting del comunista: quello di creare altri movimenti più duri e puri del movimento madre, quello per capirci che ha impedito alla sinistra da Vendola a FdS di stare al governo (insieme si sarebbe raccolto il 7 – 9% dei consensi, divisi siamo stati fatti fuori). Per compattare una base che mugugna niente di meglio che fare un po’ di eversione e di farla, ovviamente dalle parti del veneto che di estremismi se ne intende. C’è però per la prima volta un problema, un dato nuovo che Bossi sta, credo colpevolmente sottovalutando. Fino ad oggi i proclami attecchivano all’interno di un gruppo ideale, inventato sulla base di balle ideali e di falsi miti, all’interno di uno stato dove comunque il benessere individuale era più o meno distribuito. Si fa presto a parlare di rivoluzione ad un popolo pasciuto e sazio che combatte battaglie di civiltà a tempo perso e che non è molto sicuro di cosa voglia dire disordini e tumulti. Si fa preso a dire spariamo agli immigrati quando il 90% del tuo elettorato ha un lavoro e una casa e parla di pogrom più per accademia che per reale bisogno.
Oggi le cose sono un po’ diverse. Oggi se parli di fucili devi essere consapevole che non c’è più ad ascoltarti uno che pensa che Roma Ladrona voglia mettere e mani nel suo portafogli, oggi c’è un tizio che sa che Roma Ladrona ha messo il suo ordine familiare in serio problema. C’è un tizio che sa che la sua azienda lo ha messo in cassa integrazione a 0 ore e che domani lo potrebbe mettere a casa, c’è un tizio che sa che forse non potrà mandare i figli in università. Caricare la molla di queste persone e dire che esiste un fantomatico “Esercito Padano” è un gesto di tale pericolosità che andrebbe immediatamente fermato e sanzionato. Credo che il Presidente della Repubblica e la procura dovrebbero dare un’occhiata alle carte dei leghisti… Non vorrei mai che si trovasse qualche mortaio in qualche casolare o che qualcuno con vecchie reminiscenze fasciste voglia rimettere in giro le solite bombette dimostrative che in Italia costano sempre qualche decina di morti. Se fossi nella DIGOS comincerei a cercare di capire che fina hanno fatto certi elementi dell’estremismo nero veneto che da qualche tempo sembrano scomparsi o che non fanno più paura a nessuno perché ormai sono dei pensionati o dei simpatici agricoltori. Molti dei temi cari alla lega piacciono all’ultradestra.
Anzi va detto che per certi simpatici reclutatori del Fronte Veneto Skinhead, o del partito nazista, reclutare giovani rampolli leghisti è una cosa facilissima. Nemmeno il concetto di secessione impensierisce più di tanto certi elementi di estrema destra. I temi nazional patriottici non fanno più parte della retorica fascista da parecchio tempo, anzi, meglio essere un partito di riferimento in uno stato secessionista che niente nell’Italia unita. I segnali di infiltrazione sono davvero notevoli e pericolosi, parlando tempo fa con un Giovane Padano questi mi ha confidato di prendere parte spesso ai raduni dei gruppi di Forza Nuova e che con lui partecipano molti amici: “Anche loro odiano i negri e i froci amici vostri, se facciamo un’alleanza con loro ciao ciao Vendola… nei campi (di concentramento nda) lo mandiamo” Va detto che come al solito in Italia la polizia fatica a indagare sulla destra, preferisce pestare i giovani dei centri sociali o quelli che manifestano in Val Susa (è più facile, sono tutti chiusi lì e non devo andare a cercarli), ma qualche domanda in più non guasterebbe.