venerdì 9 settembre 2011

VALTER E IL MINOTAURO... la storia d'amore tra Berlusconi e Lavitola

Silvio Berlusconi è una personalità ossessiva con punte di maniacalità e una galoppante demenza senile che a breve lo costringerà a scomparire dalle scene per farsi assistere da qualche placida badante nella sua villa brianzola, questo lo ormai lo pensano più o meno tutti. Nessuno purtuttavia pensa che negli ultimi anni di senzienza il vecchio non possa fare del male al Paese che qualche idiota gli ha dato da governare. Tempo fa scrivemmo che il Biscione sarebbe stato ancora più pericoloso una volta incamminato sul viale del tramonto, lo sapevamo e lo riconfermiamo. Da un po’, il premier sa che non sarà rieletto nel 2013 (sempre che ci arrivi) e che anche nel caso la coalizione di centrodestra non scompaia definitivamente a seguito delle sue continua vessazioni al popolo, lui non sarà certo il leader che questi sceglieranno per cercare di restare in sella. Questo dà a Silvio un’incredibile capacità di spregiudicata manovra e proprio oggi ne arriva la prova. Dopo aver fatto passare a colpi di fiducia la legge finanziaria che ci ha definitivamente uccisi il vecchio ha calato la maschera. Altro che bene del paese. Altro che mercati europei. ‘Sto cavolo di impiccio della finanziaria gli stava facendo perdere un sacco di tempo, c’erano cose ben più pressanti, per esempio i nuovi guai giudiziari. Nessuno sottovaluta il nuovo filone d’inchiesta napoletano per molti ottimi motivi, primo fra tutti il fatto che arriva da molto lontano. Fin dai tempi di Noemi Letizia molti fra di noi scrivevano che il vizietto ormai palese del premier a farsela con le ragazzine lo metteva in guai serissimi e connotava la figura di una specie di tiranno in declino costretto a subire le angherie dei peggiori faccendieri di mezza tacca, gente buona sola a portar Vergini al Minotauro. Oggi i quotidiani riportano una notizia che rimbalzava come indiscrezione sul Web già da qualche giorno, ossia che l’ideatore della latitanza di Valter Lavatola, il mercante di pesce che si trovò a dirigere l’Avanti, sia in definitiva il mercante di se stesso che si trovò a comandare il Paese, al secolo Berlusconi Silvio. Le cose strane del rapporto tra i due faccendieri non finiscono qui, ci sarebbero anche alcune navi da guerra regalate a Panama grazie ai buoni auspici di Lavatola medesimo (le navi le abbiamo pagate noi), ci sarebbe uno strano giro di incontri tra Lavatola e parecchi strani figuri nei caldi mari del sud. Ci sarebbe il famoso scoop sulla casa di Montecarlo che portò fino all’isoletta caraibica di Santa Lùcia. Tutto fa capire che Lavatola in realtà altri non era che l’uomo di Berlusconi nei paradisi fiscali, quello che dalla sua posizione di piccolo imprenditore sconosciuto garantiva al Biscione i contatti con quelli che fanno girare i soldi nelle “isolette stato” sconosciute, soprattutto impenetrabili alla finanza italiana. Certo fare il faccendiere per un faccendiere più grosso ha i suoi pericoli, quindi il buon Valter ha cominciato a chiedere di più, a farsi ingordo. È logico supporre che il vecchio leader qui in Italia non voglia assolutamente farlo tornare a casa. Sarebbe disposto perfino a farlo vivere per sempre a spese sue a Santa Lùcia piuttosto che vederlo al banco dei testimoni. Anche perché se Trantini non è un duro certo Lavatola sembra proprio una scamorza e probabilmente due o tre giorni a Poggio Reale lo farebbero passare da super amico a super testimone. Quindi che deve fare il povero Silvio? L’unica cosa è utilizzare la sua arma finale. Il Governo. Ora si parla di accelerare sulla legge sulle intercettazioni, via alla legge bavaglio. Intercettazioni impubblicabili e impossibili da usare in aula. Tutti salvi e tutti a casa. Almeno per sei mesi perché poi una roba del genere sarebbe giudicata assolutamente incostituzionale e quindi il premier tornerebbe a piè da capo. Una volta una signora di una certa età mi disse: “vede voi giovani pensate al futuro, e fate bene, noi passati i settanta abbiamo un orizzonte che non supera i sei mesi, se ci arriviamo senza danni pensiamo ai sei mesi successivi” In effetti pare che sia anche l’orizzonte di Silvio. Questa volta però non funziona così. Lo sanno al governo e lo sanno PdL e Lega. Il limite è passato da un bel po’ e la gente reagirà… per il loro bene, sarebbe meglio che Bossi, Tremonti, Alfano e allegra combriccola cominciassero a pensarci.