domenica 20 novembre 2011

NISCEMI... fantasmi elettromagnetici da guerra fredda

Mi ricordo di avere conosciuto una volta un bambino affetto da leucemia. La cosa più orrenda sul piano umano di questa malattia è che, arrivata ad uno stato abbastanza avanzato, non si può più sperare di dire, nemmeno a un bambino molto piccolo (il bimbo che ho conosciuto io aveva 8 anni e mezzo), che tra poco starai meglio. Ricordo che la nonna di questo piccolo malato litigava con il papà e la mamma perché voleva a tutti i costi festeggiare un finto compleanno al bambino prima che questo morisse. Da educatore e da pedagogista certe cose sono ferite che non si sanano. Il padre del bambino continuava ad insistere, poco o nulla ascoltato, che la malattia del figlio era dovuta ai campi elettromagnetici presenti nei pressi della loro casa (abitavano a ridosso di una stazione ENEL), devo ammettere che a parte le dicerie, non ne sapevo nulla. Da allora mi sono informato sulla relazione tra tumori e prossimità dei soggetti ai campi elettromagnetici, soprattutto per ciò che riguarda i campi generati da antenne ultra frequenza UHF. Qualche tempo fa mi sono imbattuto in una dichiarazione di un consigliere comunale Niscemi, uno dei tanti bellissimi paesi della bellissima (e deturpatissima) Sicilia. Il consigliere in questione lamentava la pochezza delle risposte rassicuranti del Ministro della Difesa, il plirivomitante Ignazio Benito Maria La Russa, in merito alla costruzione nei pressi del comune in questione di un impianto detto MUOS. “Con riferimento alle notizie in base alle quali l’installazione del sistema di telecomunicazioni satellitare “avrebbe dovuto... essere realizzata presso la base militare di Sigonella” si rappresenta che la stazione ricetrasmittente del sistema MUOS è stata localizzata, fin dalla richiesta degli USA, presso il sito telecomunicazioni di Niscemi. Tale sito, a diretto e funzionale servizio dellaUS Naval Station di Sigonella, venne realizzato nel territorio comunale di Niscemi, in prossimità di un’area boschiva, ora protetta, fin dalla costituzione della stessa stazione di Sigonella, avvenuta alla fine degli anni ‘50” Cerchiamo di capire le cose per bene e poi puntualizziamo le idiozie di Igazio “bomba a Mano” La Russa. Facciamo un po’ di storia.
Che le guerre stellari piacciano agli americani fin dai tempi di Regan non è un mistero per nessuno. Nella fattispecie durante le ultime recrudescenze della guerra fredda l’amministrazione americana aveva progettato un sistema di “ombrelli satellitari” capaci di intercettare la traiettoria di ogni missile a lungo raggio sparato dalle basi del Patto di Varsavia verso le nazioni NATO e un sistema di missili intercettori posti nelle varie basi della USAF (union states air force) per colpirli in volo (per coloro che non conoscono le cose militari, bisogna sapere che le testate nucleari su missili intercontinentali si “armano” solo in prossimità del bersaglio e quindi farle esplodere in volo è “relativamente” sicuro) e di aerei che possano intercettarli. Ovviamente il sistema per funzionare ha bisogno di tanti satelliti in orbita e di alcune antenne riceventi poste in punti strategici per raccogliere il dato a terra. Il sistema era uno dei più importanti investimenti in campo militare della storia. Le aziende impegnate nella progettazione (Lokeed, boeing, Carlaile,…) avrebbero fatto un salto di qualità enorme. La caduta del muro di Berlino e la conseguente crisi del blocco comunista rallentò e quasi fermò l’impresa. Tra i più dispiaciuti c’era l’allora capo supremo della CIA, che tanto si era speso per la cosa, anche perché aveva parecchi interessi nelle aziende di cui sopra. Il suo nome era Gorge Bush. Divenuto presidente degli stati uniti il Repubblicano di Ferro non riuscì a dare grinta ulteriore al progetto che rimase a vivacchiare per tutta la sua presidenza e per la presidenza Clinton, in altre faccende affaccendato. Poi improvvisamente la svolta, grazie all’undici settembre gli americani, terrorizzati dalla macchina propagnadistica del governo di Bush figlio non avevano più alcun problema a dare il loro assenso a qualunque porcheria costosissima purché servisse a difenderli dai terroristi. Poco importava se metà dei paesi dell’est Europa e dell’Asia(Russia e Cina in testa) fossero parecchio contrari a questo sistema di antenne e satelliti: la ricerca sulle guerre stellari ricominciava alla grande. Cosa c’entra tutto questo con Niscemi (provincia di Caltanissetta) e con Ignazio La Russa. Semplice. Una delle tante antenne a terra del sistema (che in gergo si chiama MUOS mobil user objective sistem) viene collocata proprio a pochi passi dal comune di Niscemi. Problemi per l’ambiente? Magari con quella quantità di onde elettromagnetiche ad amplissimo raggio problemi per la popolazione? “Ma va la… tutte chiacchiere di quaquaraquà” direbbe il mitico ministro militare. Infatti come dice lui: nel 2006, gli USA avevano presentato il progetto in parola per l’approvazione della Difesa, correlato di una relazione illustrativa e di uno specifico studio di impatto ambientale elettromagnetico, sul quale si erano espressi favorevolmente tutti i competenti organi dell’Amministrazione della Difesa e dal quale, testualmente, si evince“..il rischio dell’esposizione del personale... è minimo ed improbabile; ...la distanza di sicurezza dall’emissione elettromagnetica ... sarà imposta mediante l’installazione di una recinzione di sicurezza". Ricapitolando: io Governo degli Stati Uniti devo costruire una cosa potenzialmente pericolosa nel tuo paese e tu ti fidi di uno studio scritto da una mia commissione militare dove tra l’altro c’è scritto che per fermare delle onde elettromagnetiche basta una recinzione? Sei un cretino o sei un corrotto. Nel caso dell’ex ministro direi tutt’e due. Ma c’è di più e di ancor più divertente. Nella zona dove si vogliono costruire le super antenne MUOS esistono già altre antenne di cui i comitati cittadini chiedono le valutazione di impatto da anni, valutazione che non è mai arrivata, ovviamente anche se giacciono in parlamento alcune decine di interrogazioni. La Russa dimostra di conoscere esattamente il problema perché, continua: “ai sensi del DM 381/98 ... la misurazione dell’inquinamento da radiofrequenze... sarà eseguita appena i sistemi saranno installati e pronti ad operare”. Come dire: “prima costruisco una centrale nucleare, poi la faccio partire e poi con calma faccio i controlli tecnici”. Tra l’altro ci sono alcuni simpaticissimi studi americani che sostengono che la potenza di antenne di quel tipo è incompatibile alla presenza nelle vicinanze di basi aeree e di aeroporti, perché potrebbe fare impazzire i sistemi di lancio dei missili, i sistemi di stabilità di volo dei velivoli e la precisione dei radar. In parole povere se non ti ammazzano le megaonde ad altissima frequenza lo potrebbe fare un missile Maverik uscito di controllo oppure direttamente un aereo che ti si schianta nel giardino di casa… rassicurante. In questi casi in Italia sono due le cose che si costituiscono immediatamente. I comitati di cittadini che si battono da soli e inascoltati da tutta la stampa (finché non arriva il solito Report e allora ci incazziamo per 2 settimane e poi ci dimentichiamo) e i consorzi multimiliardari che costruiscono e pianificano invisibile e mai indagati dalla stampa (ma per loro è un bene). Secondo voi chi vince? Adesso il governo delle Carogne, di cui La Russa faceva parte, non c’è più. Qualcuno dice che quello nuovo sia meglio(?). Nessun parlamentare o politico famoso si è presentato mai a Niscemi per parlare con la popolazione (fatta eccezione per Paolo Ferrero qualche giorno fa ma non credo che la cosa faccia differenza). I comitati No MUOS esistono ma non fanno la fortuna dei No TAV anche perché sono poco visibili e ancora non fanno casino. Di roba se ne legge poca. Io so cosa fanno le onde elettromagnetiche, so che quando questi impianti sono in funzione, dopo qualche anno il numero di tumori nella zona (la maggior parte a carico di bambini) aumenta vertiginosamente, so anche che dopo i primi allarmi gli ospedali dei circondari cominciano a rifiutarsi, stranamente, di fornire ai ricercatori indipendenti i dati di incidenza di fatti tumorali, o, se li forniscono sono dati pieni o omissis e di imprecisioni. Per evitare problemi alcuni protocolli del governo USA raccomanda di costruire, ove possibili presso paesi sottosviluppati o completamente asserviti agli Stati Uniti. C’è da chiedersi in quale delle due categorie siamo inseriti.

Per chi volesse saperne di più
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