domenica 27 novembre 2011

CAMERE ANECOICHE... essere dissidente ai tempi di Mario Monti


Sapete cos’è una camera Anecoica, non credo: è una camera completamente isolata dal mondo esterno dove, secondo i ricercatori, essendo essa creata per non produrre eco di chi vi sta all’interno è possibile ascoltare il silenzio assoluto.
L’Italia, da un po’ di tempo a questa parte, sta diventando una camera anecoica.
Se ne deve essere accorto Nichi Vendola che per la prima volta nella sua storia si è sentito ignorato da Repubblica che adesso trova più trendy Super Mario e lascia a lui la parte del buffo rompiscatole, se ne sono accorti gli amici del movimento per l’acqua pubblica che hanno sfilato ieri e non se li è filati nessuno se non Liberazione e il Manifesto a cui va il merito di averci fatto la copertina (fotonotizia) di apertura.
La verità è che ora che il drago se ne è andato e se ne sta dalle parti di Verona a parlare stralunato di Comunisti da combattere (e intende Bersani e Letta!!!!) dalle parti di Roma il vento è cambiato, sul serio.
Il governo parla di reintrodurre l’ICI, ok va tutto bene.
Si ma la alziamo prima i valori catastali delle case, che in soldoni significa che oltre a pagare di l’ICI come prima la pago, se tutto va bene raddoppiata e se tutto va male quadruplicata… non importa va bene lo stesso, c’è una nazione da slavare.
Alziamo l’età pensionabile, ok va bene… ma come va bene, ma se abbiamo fatto le barricate quando lo diceva quell’altro, si ma adesso a bene così, risponde l’uomo della strada.
Ma alla fine i patrimoni li tocchiamo? Non diciamo cazzate via, se Dio ti ha fatto ricco gli uomini non bestemmino toccandoti il grano… che poi si sa, i ricchi tendono a vivere in collina, quindi magari qualche monetina scivola e rotola verso il popolo che sta, di norma in pianura… o nel sottosuolo.
E che ne diciamo delle privatizzazioni… cioè, 27 milioni di italiani si sono espressi perché l’acqua resti pubblica, per non aver centrali nucleari in casa nostra, perché i beni comuni restino tali… anche qui, abbiate pazienza, quello alla fine era un referendum contro Berlusconi, adesso che il Biscione non c’è più non è che abbia più tutto questo valore.
Non è vero che siamo tutti d’accordo, anzi, se devo essere sincero io, che di formazione sono un anticapitalista e un Comunista sono ancor più sulle barricate di prima, ma tanto non serve, perché la nostra voce è bollata come quella di pochi pazzi che non comprendono il momento, di pochi creduloni che non hanno capito che la catastrofe è dietro l’angolo e che moriremo tutti se non facciamo sforzi oltre la nostra immaginazione.
Che poi nessuno sappia davvero cosa pensi questo signor Mario Monti, che fino a pochi giorni fa gli italiani manco sapevano chi fosse non è un problema importante, tutti dicono che è il salvatore.
Lo dice Repubblica, lo dice il Corriere, lo dice la Stampa (che non potrebbe fare altro visto che ha dipinto Marchionne come un eroe e i soldi al giornale di Torino li dà la FIAT), lo dice il Sole24ore che alla fine non dice mai nulla di nuovo, solo che lo fa con una spocchia da primo della clase veramente ripugnante.
Chi non lo dice? Non lo dicono i blogger, che però non sono iscritti all’ordine dei giornalisti e quindi sono dei paria sociali, non lo dicono i giornali di destra (Libero soprattutto) che hanno il loro disegno preciso da seguire (e questo se non altro è vero), non lo dicono i giornali di sinistra che sono bellissimi ma tanto non li legge nessuno (Manifesto e Liberazione).
Allora se tutti dicono che Monti ci salverà e solo questi straccioni dicono il contrario si vede che i grandi hanno ragione e gli straccioni torto.
Anche ai tempi di Hitler e Mussolini era così… anche ai tempi di Stalin.
E quindi se appartieni a quei rompiscatole di sinistra “radicale” che urlano ancora contro lo scempio per il bene di tutti è giusto che non ti ascolti nessuno.
D’altra parte i matti vanno isolati mica ascoltati.
E' giusto che ti si impedisca di dire cose che potrebbero destabilizzare la nazione... lo abbiamo fatto anche subito dopo Caporetto, tutto il mondo guardava alla Russia, in Italia la presa del palazzo d'Inverno da parte dei Bolscevichi era definita "Una sommossa di quattro avvinazzati" dalla grande stampa italiana.
Il problema semmai è capre quanto questo stato di cose possa durare... quanto il popolo bue si voglia fare tenere nel recinto.
io credo che tra poco avverranno nuovi rivolgimenti... perché come si dice, prima o poi a forza di tenere tutto sotto silenzio, il silenzio comincia  a parlare...