venerdì 21 settembre 2012

"CAZZI NOSTRI"... quelle spese segrete dei consiglieri regionali


Ho un amico disperato.
Qualche tempo fa si vide recapitare da Equitalia la solita letterina che tanto ormai, credo, abbiamo ricevuto tutti.
Gli si contestava una contravvenzione non pagata, tra diritti di mora, e altre tasse la multa ammontava a 350 euro, il mio amico proprio non ricordava la contravvenzione ma, dato che si diceva che il verbale era stato elevato quasi quattro anni prima e che in quel periodo il mio amico era sotto pressione per una serie di vicende personali, per evitare problemi assai più gravi, decise di pagare la contravvenzione fantasma senza batter ciglio.
Il palazzo del Faraone Lombardo... ovvero il palazzo
della regione Lombardia
Errore. Equitalia di lì a poco cominciò a scaricargli addosso l’equivalente in carta della portata del Po in piena. Canone RAI non pagato, Tasse, Bolli auto.
Tutte queste contestazioni erano più o meno false, quelle che regolarmente, una volta prodotte all’agenzia le ricevute e le fatture vengono derubricate come errori nei sistemi (ci sarebbe da capire quanto terrorizzare la gente in questo modo sia legale, il mio amico non è debole di cuore ma sua moglie ha rischiato l’esaurimento nervoso).
Una sera, a cena dal mio amico questo mi disse: “Vivo schiavo delle ricevute, non butto via più nulla, ho più faldoni io dell’anagrafe di Milano, ma è l’unico modo per sopravvivere, perché la volta che ti beccano scoperto sei fottuto”
Questo nella casa di un normale impiegato con due figlie piccole.
Pare che alla regione Lazio e al Pirellone le cose non vadano assolutamente così.
I soldi di finanziamento e le spese varie possono essere tranquillamente messe a verbale con voci generiche: Rappresentanza, consulenze, ma anche il mitico Spese varie e nessuno è tenuto a fare vedere le fatture e le ricevute..
Va ricordato che quei soldi sono anche il frutto delle tasse mie, vostre e del mio amico che non butta più via manco lo scontrino dell’esselunga per paura di venire colto in fallo e fucilato dalla prossima lettera di Equitalia.
Oggi su Repubblica, sul Fatto Quotidiano, sul Corriere, sulla Stampa e pure su alcuni giornali stranieri vengono fuori le solite storie sullo sperpero di denaro pubblico nelle varie regioni e soprattutto, (il fatto quotidiano) su argomenti meno semplici ma che mi provocano certamente più rabbia sulla negligenza a fare vedere i conti da parte di tutti i partiti del benamato Arco Costituzionale.

“Qui non siamo mica alla Regione Lazio, loro sono 71 noi 80 ma a Roma hanno un bilancio di 98 milioni e noi un terzo di meno. E poi noi teniamo tutte le ricevute, le fatture e gli scontrini per cinque anni come dice la legge. Se vuole le mostro tutte le tabelle”. Grazie, le abbiamo, a questo giro vorremmo vedere le fatture. “Non esiste proprio,  io non tiro fuori un bel niente, ci sono cose che sono riservate, personali. Magari dovrei dirvi anche dove va a cena questo e quel consigliere, cosa mangia e quanto spende… Roba da matti, io non voglio grane e senza l’autorizzazione di tutti e 29 i colleghi non faccio vedere un bel niente”.  (Paolo Puccitelli capogruppo PdL in regione Lombardia)

Tenete le fatture? “Certo che teniamo tutto, è in un faldone ma non tengo a mente tutte le spese. Se vuole le mostro il bilancio”. E ci risiamo. Che ne dice invece di farmi dare una sbirciatina alle ricevute? Così, giusto per provare il brivido del proibito… “Eh no questo no, non andiamo in giro a distribuire i conti facendoli vedere a questo e a quello. Come i consiglieri gestiscono le loro spese è una scelta discrezionale” (Stefano Tosi – gruppo PD)

Stefano Galli della Lega Nord invece in puro stile “orgoglio Padano” fa fare bella figura a tutti i suoi: “Come spendiamo i nostri soldi sono cazzi nostri. Arrivederci”


Il palazzo degli Dei dell'Olimpo
ovvero il palazzo della regione Lazio
Ora, io non sono tra quelli che tuona contro la politica e che fa di tutta un’erba un fascio ma visto che sono soldi miei e visto che scopro che il PD nella mia regione (dove pago lo stipendio io a lorsignori) ha speso 120.000 euro in consulenze nel 2011 vorrei che questi fossero molto più precisi.
Anche perché non capisco che tipo di consulenze debba pagare un partito che sta all’opposizione, non dico che siano consulenze sbagliate ma voglio sapere che tipo di consulenze sono.

Per rispondere a Galli, come spendono i miei soldi sono Cazzi miei, visto che il suo partito negli anni ha speso più per dare una degna istruzione al Trota che per governare Verona.

Intanto sulla sponda romana le domande sono sempre le solite: “La Polverini sapeva, no non lo sapeva, ma qualcuno glielo deve aver detto”
A parte il fatto che continuo a domandarmi come mai continuiamo sempre a eleggere persone con tali e tanti problemi cognitivi, da non accorgersi che tutti sotto di loro guadagnano il triplo di quanto dovrebbero.
Ma questa gente pensa davvero di avere a che fare con dei fessi? Ma quando la signora Polverina è andata alla festicciola tipo dei dell’Olimpo del suo neo-eletto, che pensava di essere a Gardaland?

Il problema è assolutamente nel sistema, è tutto un sistema che si è infettato al punto da non essere più sostenibile, da non fare più il proprio lavoro.
Negli anni ottanta ci si scandalizzava perché Gianni De Michelis passava le sere in discoteca, tanto da chiedersi se uno così potesse fare il ministro, oggi permettiamo a gente come la Polverini e Formigoni di prenderci per il culo in questa maniera?
Oggi permettiamo a partiti di dirsi onesti e di non fargli le pulci fino all’ultimo centesimo.
Quando comincia a fare politica, nelle sezioni del PRC erano pochissimi coloro che volevano fare i tesorieri. Era un calvario, ogni singolo militante chiedeva conto di ogni singola tessera, di ogni singola donazione, voleva vedere tutti i rendiconti.
Una volta vidi una litigata di mezz’ora per una fattura per alcuni spot su Radio Popolare.
Oggi tutto questo è davvero scomparso? Inghiottito nei mille partiti di plastica del “post” Berlusconismo.

Attenzione, qualche tempo fa avevamo scritto che via il Biscia sarebbero venuti a galla i veri problemi, Berlusconi ha fatto da collettore e da parafulmine per molti anni ma il suo sistema è ancora tutto lì, e tutti ne fanno parte.
Attenzione quello che è creato da uno come Berlusconi (e questo sistema è un marchio registrato Arcore) non ha nessuna sfaccettatura positiva.
Sarebbe come se una volta fucilato Mussolini il PNF fosse tornato in tutto il suo splendore dicendo: “Ora siamo nuovi e migliori”.
Qui non c’è novità, c’è odore di carogna, sarà arrivato il momento di fare pulizia?