sabato 29 settembre 2012

LA LETTERINA DI LAVITOLA.



Quando si vuol barare al gioco ci sono delle semplici regole da rispettare, la più evidente è: “non si deve mai giocare grosso con gli stupidi come compari a meno che tu non sia sicuro di avere il completo controllo del banco e delle carte”.
Soprattutto gli stupidi sono vendicativi e sono capaci di mandare in vacca tutto il lavoro di una vita con poche, pochissime mosse.
Il caso della lettera pubblicata da tutti i giornali di stamattina dove Valter Lavitola “ricorda” a Berlusconi punto per punto tutti i favori resi in una vita (è il caso di dirlo visto che tira in ballo anche la spaccatura del PSI e le lagne di Craxi che si sentiva in debito di 6 miliardi con il Biscione) all’associazione per delinquere di stampo mafioso che ha governato l’Italia per vent’anni.
La lettera è vecchia di qualche mese ma il suo valore resta dirompente perché nessuno è mai riuscito nella sua completa idiozia ha mettere nero su bianco un verbale di accusa con tanto di nomi date e cifre nei confronti di Berlusconi, un verbale chiaro e sintetico, venti pagine di cui almeno 10 sono di lagne, e diretto, uno di quei documenti che lo si può dare persino alle signore in fila dal parrucchiere.
Certo, noi che per anni abbiamo dovuto cercare di fare quadrare piccole notizie, che abbiamo dovuto cercare di rendere ragione a strane connessioni internazionali, forse abbiamo sbagliato tutto.
Abbiamo dato agli italiani l’idea che la cosa fosse difficile, che dietro a tutto ci fosse una complicata macchinazione, e invece no! Avremmo dovuto metterla giù diversamente.
Mi domando chi ci avrebbe creduto se uno solo di noi negli anni avesse scritto: “C’è un commerciante di pesce quasi analfabeta che dirige, come premio per aver distrutto completamente il PSI, il giornale dove scrissero Salvemini, Gramsci, Bordiga, Mussolini (che ne fu direttore).
Questo pescivendolo è amico del capo del governo fin dai tempi in cui il capo del governo era amico di Craxi e insieme si sono inventati tutto il marciume italiano, hanno creato holding, hanno salvato criminali, hanno sovvertito gli organi dello Stato, hanno disastrato un paese che una volta era una potenza mondiale e oggi rivaleggia con l’Ucraina”.
Facile e diretto, ma solo qualche anno fa non ci avrebbe creduto nessuno.
La vicenda di Lavitola ha sbaragliato tutti i nostri concetti sul malaffare, sulla politica corrotta, sugli intrighi internazionali.
D’ora in poi non si potrà più scrivere un romanzo di spionaggio senza pensare immediatamente a commercianti di protesi, baldracche di bassa lega, poveracci di varia natura tutti avvinghiati alle ginocchia di un leader morente.
Andiamo a dare un’occhiata nello specifico alla letterina di Lavitola facendo alcune premesse sinottiche.
La missiva, piena di refusi e sgrammaticatissima si divide in tre parti, nella prima, Valter fa la lista completa delle promesse mantenute e non mantenute da parte del Cavaliere, evidenzia come la maggior parte fu disattesa e come lui si senta l’unico a non aver beneficiato dei favori del Principe.
La seconda parte elenca impietosamente tutto quello che il Direttore dell’Avanti! ha fatto per il premier con date nomi e importi di cui si sente debitore o creditore.
La terza parte è una lagna continua che la dice lunga su come uno come Lavitola possa essere pericoloso.

Andiamo con ordine:
Berlusconi, dice Valterino, è in debito con lui e lo stesso cavaliere lo sa e lo ha detto davanti a testimoni

Lei subito dopo la formazione del governo, in questa legislatura, con Verdini e Ghedini presenti, mi disse che era in debito con me e che lei era uso essere almeno alla pari.
Era in debito per aver io “comprato” De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro fatto pervenire a Mastella la notizie della procura di Santa Maria Capua Vetere, da dove da dove erano pervenute le pressioni per il vergognoso arresto della moglie, e assieme a Ferruccio Saro e al povero Cominciali “lavorato” Dini. Ciò dopo essere stato io a convincerla a tentare di comprare i senatori necessari a far cadere Prodi.

Che Berlusconi paghi sempre i suoi scagnozzi è una verità fondamentale, lo dicono tutti.
Certo Valter arrivò a chiedere il conto in un momento un po’ sbagliato, troppi occhi puntati sul governo, soprattutto dopo la defezione di Fini e con le varie P3 e P4 in giro, non era il caso di fare troppo rumore, il governo era attaccato ad un filo e i giornali e lo davano per morto un giorno si e uno no.
Ma il direttore dell’Avanti ha fatto la sua parte e ha ricevuto promesse chiare, B. si è tirato indietro e questo proprio non si fa.
Qui parte l’elenco pedissequo delle promesse non mantenute:

Lei mi ha promesso:
Più volte di entrare al Governo (persino mi chiamò dopo la nomina della Brambilla e con onestà mi disse che era dispiaciuto di non riuscire solo con me a mantenere la parola);
Di mandarmi al Parlamento Europeo (alle precedenti pressi (sic!) da solo 54.000 preferenze);
di entrare nel cda della Rai;
Che il primo incarico importante che si fosse presentato sarebbe stato per me;
Di collocare la Ioannucci nel cda dell’ENI
Di nominare Pozzessera, almeno direttore generale di Finmeccanica

Giuro che quando l’ho letto, spiattellato così, nero su bianco mi è venuto un accesso di risate.
Ci manca: “Lei mi ha promesso che sarei diventato governatore di Saturno” e “Lei mi ha promesso un posto in Conclave per l’elezione del successore di Benedetto XVI, da me e Minzolini indicato in mio cugino che fa il tappezziere a Bari”
C’è posto anche per alcuni amici di famiglia la Ioannucci (Claudia) senatrice di Forza Italia che entrerà in effetti nel cda delle Poste ma che aveva mire molto più alte e Pozzessera, altro suo amico che se ne andrà dal suo posto in Finmeccanica a settembre 2012

Berlusconi però non è di parola e Valterino non ottiene quello che voleva, se ne duole ed elenca le prebende che il Cav. gli ha concesso:

Mi ha concesso:
La Ioanuci nel Cda delle Poste (aveva promesso di darle anche la presidenza di Banco Posta, anche ciò non è stato mantenuto);
Il commissario delle Dighe (ruolo inventato da me con Masi quando era a palazzo Chigi).

Ok la partita di giro con la Ioannucci (che inizialmente, sconosciuta all’atto della nomina, viene indicata come giornalista di Repubblica senza che ci sia mai stato a Repubblica nemmeno un omonimo) alle Poste e con incarichi di rappresentanza in quota PdL, ma quello che mi fa più ridere è il secondo punto, il commissario delle Dighe.
Il direttore semianalfabeta di un giornale e quello che diventerà il peggior direttore generale della Rai si incontrano a Palazzo Chigi una mattina e si inventano, non si sa come, una carica inutile e del tutto nuova atta a fare non si sa ben cosa alle dighe italiane, per la cronaca il commissario che deve “supervedere” le dighe italiane si chiama Guercio e percepisce il solito super stipendio senza sapere nemmeno che cavolo fa visto che l’Italia è andata avanti con tutte le sue dighe al loro posto per 160 anni senza sentire il bisogno di questo ruolo.
Comunque il commissario ha anche un ufficio tecnico che lo assiste, in tutto una decina di persone.
Questo per fare un favore a un tizio in debito con il Boss, sembrerà poco ma sono comunque soldi nostri.

Certo non è molto in confronto alle promesse, Valter è amareggiato.
C’è gente che ha ricevuto di più, molto di più soltanto agitandosi per qualche ora sul palo della Lap dance nella sala de Bunga Bunga, lui invece mica si è dato alle decadenti gioie del regime, si è fatto un discreto mazzo in giro per il mondo e in Italia.
Ho cercato in lungo e in largo per 4 anni uno che nel “Governo del Fare” facesse davvero qualcosa e ce lo aveva a portata di mano, Valterino a stare a quello che dice lui è un asso.

Io, non Chiara Moroni, spaccai il piccolo PSI quando lei non candidò di Martelli e De Michelis

Cosa per la quale crede di meritare una medaglia, il PSI, il più antico partito d’Italia era ormai ridotto al nulla dopo le inchieste e l’arresto di Craxi e l’amico Valter lo uccide completamente, vantandosene con oltre 10 anni di ritardo.

C’è Panama, c’è Santa Lucia.
Questo viaggiare in lungo e in largo per i mari del sud per incastrare Fini (con buona probabilità on soldi pubblici ma non è nemmeno la parte più grave).
In questo periodo Lavitola si spende come non mai, corre dai suoi contatti produce documenti, fa uscire articoli sempre più aggiornati, costruisce un castello di carte a cui è difficile credere ma che hanno il potere di spostare almeno per un po’ l’asse dell’attenzione nazional popolare dai guasti berlusconiani ai 54 metri quadri di Fini, no della moglie, no del cognato, no dell’amico,… dalle parti dei Grimaldi.
Qui, Valter la mette chiara, ci ha pure rimesso del suo, e poi la storia è intricata perché per cercare di rendere credibile la cosa si è dovuto rivolgere al presidente di Panama e a quello di Santi Lucia che alla fine ci hanno guadagnato più di lui che, si capisce è il deus ex machina della faccenda:

La nota spese è la seguente
400/500.000 euro (non ricordo) per il rimborso spese per la “casa di Montecarlo” dove io ce ne ho messi almeno altri 100.000. Martinella ha contribuito con 150.000€, oltre che il volo privato da Panama a Roma quando le portai i documenti originali di Santa Lucia.[…]
Lei ha regalato a Martinella 100.000€ (forse meno), di diritti televisivi.

Ci sarebbe anche altro, Finmeccanica, con a capo della divisione commerciale proprio quel Pozzessere che nei sogni di Valter avrebbe dovuto diventare Direttore Generale, regala sei pattugliatori costruiti nei cantieri navali Fincantieri al piccolo stato centroamericano inserendo il regalino in un decreto d’urgenza per il rifinanziamento delle missioni umanitarie e militari all’estero.
Le sei navi servono a mettere in sicurezza l’ingresso e l’uscita del Canale di Panama, da cui passa il 75% della ricchezza del paese, soprattutto in armi e droga.
un pattugliatore classe Diciotti di Finmeccanica
identico a quelli regalati a Panama


Non solo, nel 2010 parte la lucrosissima (per loro) collaborazione di Poste Italiane con Poste Panamensi, qui pare che ci siamo impegnati a fornire alle poste del lontano paese dei mari del sud know-how informatico (in soldoni computer), loro non ho capito cosa abbiamo fornito a noi, forse francobolli con banane? Guarda un po’, chi c’è nel cda delle Poste?
 
Nonostante questo B. resta avaro di aiutini e, anzi molla Valterino solo quando ne ha più bisogno, addirittura lo definisce mafioso e questo proprio a lui non va.
 Comunque leggere che lei mi accomunava ad un mafioso […] mi ha fatto molto male e ha rischiato d’avvero(sic) di farmi impazzire.
  
Su una cosa possiamo dare ragione a Valterino:
Lei[…] ha difeso a spada tratta Verdini, Brancher, Previti, dell’Utri, Bertolaso e Cuffaro (solo i primi che mi vengono in mente da accuse ben più infamanti delle mie.

Lui al confronto con quattro mafiosi, uno che si arricchisce sulla morte e le disgrazie degli itlaliani e gente del genere non può certo che fare brutta figura.
L’affare P4 è dietro l’angolo ma anche qui Lavitola insiste nel mettere in chiaro le sue responsabilità, per cosa lo accusa l’opinione pubblica italiana e per cosa B. gli ha tolto il saluto?

P4: per avere insistentemente raccomandato il maresciallo La Monica. Era la fonte che ha quantomeno permesso di salvare Bertolaso (glielo può chiedere), ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei Senatori, ha dato una mano sul serio nelle indagini su Saccà (con le intercettazioni) e Casentino, ha eliminato alcune foto che La vedevano ritratto assieme a Bassolini e alcuni mandanti della camorra per la vicenda dei rifiuti[…]  

Il maresciallo La Monica
In effetti, che altro voleva Berlusconi da La Monica e Valterino infilargli una scopa nel sedere e farsi ramazzare la stanza del Bunga Bunga?

Povero Valterino, una sola cosa non ha capito il nostro commerciante di pesce.
Nelle storie da basso impero vincono sempre e solo i personaggi che stanno al loro posto e non quelli che ad un certo punto si mettono a fare a gara a chi fa più intrighi internazionali e cose del genere.
Il vero problema di Valter è quello di aver cercato di giocare a poker senza aver capito bene chi era il pollo al tavolo.
La regola fondamentale del poker è: se dopo venti minuti non hai ancora capito chi è il pollo, il pollo sei tu.
Ora questa letterina scatenerà un piccolissimo terremoto e magari costringerà B. a stare zitto per un altro mesetto, ma certamente tornerà.
Tornerà, come abbiamo pronosticato, con i soliti argomenti da avanspettacolo (via le tasse, via Equitalia, via dall’Euro se necessario) e gli italiani gli voteranno ancora perché dall’altra parte non ci saranno alternative valide.
E lui, Valter commerciante di Pesce, resterà dov’è, in galera, per poi essere dimenticato da tutti.
Verrà fuori così un altro Valter, un altro Giampi, un altro Letizia, un’altra Minetti.
La ruota non si arresta, sono i piccoli ingranaggi che servono all’opera che gira gira, vengono arrestati.