domenica 23 settembre 2012

I SERVI ASCOLTANO... Monti e compagni si prostrano a FIAT


Sono convinto che in una discussione tra pari ci sia un modo evidente, una regola urea, per capire chi comanda e chi subisce, semplicemente chi comanda chiede e chi subisce obbedisce.
La regola ha poi tutta una serie di sfaccettature, c’è chi chiede e deve metterci tempo ed energia per farsi obbedire, c’è chi comanda e il comandato obbedisce e basta e poi c’è la terza possibilità, quella del padrone e dei servi, cioè il servo viene a chiedere ordini prima ancora che il padrone senta la necessità di darne.
Il caso italiano ricade nella terza tipologia.
Ieri l’AD di FIAT (quello che comanda) e una pattuglia di ministre e sottosegretari del governo “tecnico” hanno avuto un incontro a porte chiuse di 5 ore dove Marchionne ha detto tutto quello che doveva dire, e i signori Monti, Fornero, Barca, Catricalà e Passera, hanno ascoltato e preso appunti per poi obbedire nei prossimi giorni.
Fuori, come si conviene a chi non è manco considerato umano gli operai, nel senso dei sindacati e nel senso degli operai della IRISBUS di Valle Ufita e di Pomigliano d’Arco.
Una nota a margine, quei lavoratori sono quelli che hanno capito davvero tutto, mario monti dovrebbe incontrare loro a porte chiuse così magari gli spiegano che valore hanno le promesse di uno come Sergio Marchionne. So che è una cosa impossibile, i politici hanno paura da sempre di incontrare la gente e questi nello specifico non sanno neanche che esiste, la gente.
“Ci si domanda che cosa si siano detti per 5 ore” Si chiede Maurizio Ladini (segretario Fiom).
Io credo di saperlo.
Hanno discusso di niente.
Hanno preso in giro per l’ennesima volta un paese che è talmente impaurito e stordito che non sa neppure più da che parte guardare, tanto dovunque guarda c’è solo cenere e maceria.
Le parole di Marchionne sono di una semplicità devastante, Repubblica, il Corriere, La Stampa, il Messaggero e chi più ne ha ne metta dovrebbero semplicemente titolare: “Marchionne: resto in Italia per non produrre un cazzo e succhiare ancora soldi”, se non lo fanno è semplicemente perché non sono interessati a scrivere la verità.
In sintesi ieri l’AD ha detto al capo del governo di QUESTA NAZIONE, vi ho fregati con la storia della Fabbrica Italia ma ora come ora (e quando mai) non ci sono le condizioni specifiche per farla partire, inoltre voglio altre garanzie sulle mie possibilità di movimento per prendere tutto il banco e non pagare mai un centesimo, inoltre non dovete chiedermi nessuno risultato, anzi mi dovete cacciare qualche miliardo di euro perché in Brasile hanno fatto così.
A queste richieste il capo del governo, che continuo a ribadire è il Governo di Questa Nazione e non la camera di compensazione di Confindustria atta a scaricare i disagi degli industriali su un popolo arrivato letteralmente alla frutta, a queste richieste dicevamo, il Governo Monti ha risposto un sincero e corale OBBEDISCO.
Questo servirà a Marchionne per domani e per tutta la settimana prossima a vedere le sue stock option volare in borsa, e a fare ancora un po’ di notizia che influisce positivamente sui trend internazionali.
Cosa ha messo sul tavolo Monti per fare vedere al suo padrone che l’Italia vuole fare la sua parte: l’intero statuto dei lavoratori, quello che secondo il premier delle Banche è la vera causa del declino Italiano, per caso?
Ovviamente nessuno si sta facendo da mesi la domanda chiave: ma le macchine in Italia chi se le compra più?
Con la benzina a 2 euro al litro (il 60% sono tasse) con gli stipendi che si contraggono, con la gente senza lavoro, ma chi se la permette più una macchina? E visto che questo è il trend mondiale (almeno in occidente) perché Marchionne ha deciso di chiudere proprio la IRISBUS che produceva gli autobus che venivano acquistati tra l’altro a Milano, Roma, Napoli e in altre città italiane ed estere?
Ieri come dicevamo i lavoratori di Pomigliano (vi ricordate la loro vicenda?) e di Valle Ufita, stavano fuori dal parlamento, Repubblica che ha riempito pagine intere con il nulla, visto che l’incontro era a porte chiuse e senza sindacati non sappiamo che cavolo si siano detti, non ha mandato nemmanco uno stagista a fare un articoletto su questi operai che il grande industriale sta mettendo alla fame dopo averli illusi che le cose sarebbero andate per il verso giusto se solo avessero deciso di abdicare completamente i loro diritti.

Adesso siamo al secondo giro di boa… stiamo a vedere, non sarà bello… questo è sicuro.