martedì 8 febbraio 2011

IL FALLITO DI ROMA... le colpe storiche e la vergogna di Gianni Alemanno


Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo


Mi torna in mente spesso questo verso di Primo Levi, credo di averlo mandato a memoria durante i primi anni del liceo o forse addirittura in terza media. Che anni strani erano, mi ricordo che era un periodo in cui se dicevi che eri razzista tutti ti dicevano che non capivi niente, che il razzismo è sbagliato, anni in cui ti si raccontava la famosa frase di Einstein che davanti all’impiegato dell’ufficio d’immigrazione di New York che gli chiedeva a che razza appartenesse rispose: “Appartengo alla razza umana”.
Considerate se questo è un uomo.
Oggi non è rimasto praticamente più nulla, siamo tutti entrati nel tunnel dell’orrore solo che il trenino si è rotto e non ci siamo più usciti.
Parlavo con una professoressa qualche tempo fa, mi chiedeva di andare a parlare della Soha nella sua classe (una 5° liceo scientifico nella periferia di Milano) con le frasi: “Bhe sa, ormai di sopravvissuti ai campi di concentramento ce ne sono così pochi, però visto che è una bella iniziativa, se viene a parlarne lei…” Che sfortuna, l’estrema vecchiaia o peggio la morte dei sopravvissuti avevano privato la simpatica prof di italiano della sua “bella iniziativa”, in tutto simile, ai suoi occhi, alla giornata nazionale della protezione animali o alla sagra dello gnocco fritto.
“Vengo a parlare solo se mi fa dire qualcosa sul Porrajmos” dico alla simpatica signora
“E che è?” mi domanda.
Le spiego che si tratta dello sterminio sistematico che i nazisti organizzarono a danno delle popolazioni Rom e Sinti in tutto l’est Europa.
La prof cambia espressione…
“Bhe no, sa a noi interessano gli ebrei?”
“Perché, domando, ci sono morti di serie A e di serie B”
ci cascano sempre tutti… la prof è parecchio imbarazzata e si vede: “No, che dice? Però insomma a noi interessa Aushwitz che è anche poi, come dire, argomento di esame per le quinte” che carini i professori italiani, se non rientra nel programma non gliene frega niente!
“Ma anche i Rom sono stati concentrati nei campi di sterminio di Aushwitz, Belzen e sterminati in modo simile agli ebrei, almeno per completezza storica…”
“Si ma sa, alla fine ne hanno ammazzati pochi” ora sta a me essere esterrefatto della pochezza della signora… “Pochi?”
“Poi senta, diciamo la verità, se lei va dicendo in giro che Hitler ha ammazzato anche gli zingari rischia di farne un mito agli occhi dei ragazzi”
Che drammatica verità, dire che sei milioni di ebrei furono uccisi può pure impressionare, ma a dire che un gruppo di assassini è riuscito a uccidere un milione di zingari si rischia di fare diventare degli assassini eroi agli occhi dei giovani così assuefatti al razzismo dei nostri giorni.
Oggi le pagine dei giornali sono così vigliaccamente piene di cordoglio.
Napolitano si stringe intorno alle vittime del rogo di VIa Appia Nuova: Quattro bimbi (il più piccolo di 4 anni) "Non possono morire così anche se sono zingari"... questo commento l'ho sentito stamane dal giornalaio e lo faceva il prete del mio paese.
I politici di destra che hanno soffiato su ogni genere di razzismo pur di farsi eleggere tacciono oppure invocano nuovi poteri speciali, nella logica perfettamente italiana che tutto diventa emergenza, ma solo a posteriori, dopo che per anni si è imperterritamente pianificato il disastro.
Gianni Alemanno ha fallito, no peggio, Gianni Alemanno è un fallito, sul piano istituzionale e su quello politico.
È riuscito a sbagliare in ogni campo in cui ha cercato di mettere le mani.
E il suo fallimento è dato da una sola e impietosa verità storica: questa politica non ha alcun interesse per la società ma solo vaghi e non ben precisati interessi poltronistici da esaudire.
Così si sale al Campidoglio o a Palazzo Marino, o in qualunque altro palazzo, cavalcando le peggiori paure e miserie della gente… focalizzando l’attenzione su problemi che a ben vedere non sono problemi ma riflessi di una mentalità da Bar dello Sport, quelle cose che davanti a un bianchino siamo buoni tutti a metterle apposto con 4 fucilate. E questo solo perché la politica della società non si sa nulla e nemmeno se ne vuol sapere.
In una città che viene sempre più strangolata dal cemento e che non ha più un metro quadro che non sia colonizzato da questo o quel palazzinaro, dove il pgt, se esiste, viene probabilmente usato per foderare il fondo della gabbia dei canarini dei vari Caltagirone & C., i grandi problemi che Alemanno riuscì ad individuare per farsi eleggere furono, Rom e prostitute.
I primi, si promise, via dai campi, in un revaival delle vecchie deportazioni naziste con la sola differenza che almeno i nazisti sapevano dove li mandavano a morire, Alemanno manco quello; le seconde via dalle strade.
Dopo un anno le strade si sono nuovamente riempite di prostitute, ma probabilmente ormai non è più un problema sociale visti i vizi del Piccolo Papi di Arcore.
I Rom invece restano un dannato problema, per quella tendenza che hanno, soprattutto i bambini, a morire a causa del freddo o dei rimedi che utilizzano per allontanarlo.
Prima che alemanno mettesse le mani ai campi rom, erano censiti 7 campi autorizzati, e 80 campi abusivi.
Oggi a Roma ci sono ancora 7 campi autorizzati ma gli abusivi sono diventati 209 e questo numero è ovviamente computato per difetto perché sono quelli censiti dalla polizia.
Missione compiuta! Disse il Lupomanno dopo il (peraltro mezzo fallito) censimento dei Rom della capitale e la chiusura mediatici di un tot di grossi insediamenti…
E ora? Che farà il sindaco della capitale? Chiederà poteri special per risolvere i problemi che ha creato lui stesso esasperando una situazione già difficile? Oppure consegnare la delega al problema a uno degli amichetti suoi che la soluzione ce l’hanno sicuramente?
Consiglierei al sindaco i non sottovalutare il fascistone ex Nar Francesco Bianco. Ve lo ricordate? Quello che voleva usare il Napalm sui manifestanti nel dicembre scorso, quello che era stato assunto come impiegato all’Atac perché Gianni “Er Celica” è tanto buono, quello che urlava ai giovani “Annate a lavorà e sennò fateve raccomandà”.
Ecco questo qui potrebbe essere un lavoro per uno così, oppure per uno dei tanti militanti di estrema destra mezzi falliti che il sindaco si è caricato negli ultimi mesi, più attento a dare una mano ai vecchi camerata che a capire una città talmente complessa che uno scrittore inglese del 1800 la descrisse così: “Roma è una città tale che può governarla solo un santo o un pazzo”.
Giannino non è un santo di certo, e nemmeno glielo si chiede, nemmeno un pazzo.
Giannino è un fallimento, e i fallimenti in politica, di norma, spariscono in fretta e tanto più in fretta si dimenticano… in Italia, di fallimenti ne abbiamo così tanti che temo che non lo dimenticheremo in fretta, ma in fondo sono fiducioso.
E forse la fiducia che le cose cambino ormai è un atto di fede dovuto: la dobbiamo ai giovani che mitizzano Hitler perché ammazzava i Rom e ai loro insegnanti che hanno perso la voglia di capirli, la dobbiamo a quattro bambini che l’indifferenza ha ucciso in una maledetta notte, in via Appia Nuova.