lunedì 6 giugno 2011

BERSANI VA ALLA SCONFITTA... riflessioni sulle parole di un leader folle


Avete presente la formula1?
Pensate se un pilota che grazie a un ottima squadra e al sostegno di tutti gli sponsor all'ultima gara decisiva decidesse di licenziare tutti e correre da solo certo che la macchina non lo tradirà perché lui è il migliore...
Ho la quasi assoluta certezza che si schianterà contro un muro, e per dirla tutta se succedesse sarei anche contento.
Bene, il signor Bersani è il pilota di cui sopra.
È da pochissimo finita la direzione del PD a Roma e il segretario ha appena detto, alla luce delle elezioni appena trascorse, che non si dovranno fare gli errori del passato e che le alleanze elettorali si dovranno fare tra quei partiti che si ritrovano “intorno al progetto del PD”.
Si legge in questi termini: “No alla sinistra...”
Voto unanime della direzione... unica voce fuori dal coro è quella di Rosy Bindi che avverte “tenere fuori Di Pietro e Vendola è uno sbaglio”.
Mi pare che chiamare questo atteggiamento “sbaglio” sia riduttivo, il nome esatto è SUICIDIO.
C'è gente che non impara mai, a Napoli non hanno capito nulla, non è che De Magistris è arrivato dove è arrivato perché la gente non ha capito cosa faceva, non è che Pisapia e Zedda sono dove sono per un errore di valutazione di 3 drogati da centro sociale.
Il PD è nato con una tara genetica che non riesce a sanare, l'idea che si possa essere maggioritari in un paese come l'Italia dove le sensibilità e le idee sono diversissime.
Se ieri era solo stupido dire che si poteva fare a meno di SeL, FdS e IdV oggi è addirittura colpevole.
La colpa sarà quella di avere per l'ennesima volta fatto vincere la destra, quella di essere riusciti a capitalizzare una vittoria trasformandola in una sconfitta esagerata.
Dall'alto della mia ignoranza politica so benissimo che alla fine l'idea di Bersani è quella, una volta scaricati tutti coloro che sono diversi dal PD di impostare una campagna acquisti in confindustria e tra i vari poteri forti per avere il lasciapassare per governare 5 anni.

Il fatto è che così facendo costruiranno un governo identico al presente magari solo un po' meno arrogante e impresentabile ma di fatto identico.
Al di la del fatto che avrebbero dovuto capire chiaramente che mettendo insieme i voti complessivi delle 3 forze di cui sopra, con il valore aggiunto che se queste si costituissero in coalizione acquisterebbero più voti, si arriverebbe tranquillamente al 10/12 per cento, senza il quale è impossibile battere la destra.

Bersani è un economista puro, e chi come me, da anni combatte contro il sistema delle cooperative sociali che uccidono i lavoratori e i servizi non ignora che la sua logica economica è quanto di più lontano si può immaginare dagli ideali delle sinistra ma l'idea che all'indomani di un voto come quello amministrativo si possano fare queste valutazioni mi sembra semplicemente un paradosso storico.
Ieri scrivevo, a proposito dell'intervista di D'Alema a Repubblica, che qui siamo un milione di anni luce oltre il Tafazzismo.
Ho sbagliato, qui non si tratta più di colpire le proprie palle ma di tagliare i testicoli a un intero paese e di chiedere a tutti coloro che hanno animato la campagna elettorale degli ultimi tempi di levarsi e tornare ordinatamente nelle retrovie.
C'e una sola risposta a questo genere di affermazioni: “NO! Noi siamo qui e non abbiamo intenzione di farci affossare ancora da loro”