mercoledì 4 maggio 2011

DOMANI IO SCIOPERO... le ragioni della mia parte della mia Italia



Domani io sciopero!
Domani faccio quello che ritengo giusto fare, faccio in modo che le mie idee pesino e faccio sì che coloro che mi conoscono siano consapevoli di come la penso.
Domani sciopero perché sono Partigiano, come diceva il giovane Gramsci. E partigiano vuol dire stare da una parte, vuol dire avere il coraggio di scegliere in un mondo, quello contemporaneo, dove la scelta ormai è limitata a marca e modello della propria automobile.

Domani io sciopero perché quest’anno ci ha mostrato la faccia peggiore del capitalismo, ci ha fatto capire che la lotta di classe loro, i padroni, non hanno mai smessi di farla, e che se va avanti così sarà una guerra che vinceranno.
Domani sciopero per Mirafiori, per Pomigliano, per Termini Imerese e per i compagni della Bertone, sciopero per i compagni sardi della Vinyls che hanno dovuto rinchiudersi all’Asinara perché l’Italia si accorgesse che il lavoro è dignità e che non si può sottrarre nel silenzio delle istituzioni.
Domani sciopero per i lavoratori pubblici che non sono dei “fannulloni”, degli “incapaci”, dei “lavativi”, per i giudici che non sono “un cancro” e per gli insegnanti che non sono dei “comunisti”.
Domani sciopero per i migranti che non sono “immondizia” e per coloro che pensa che sia così, perché se il razzismo è diventato la base della cultura in Italia la colpa è anche un po’ mia che non ho urlato prima.

Domani sciopero per Matteo Renzi, sindaco di Firenze, che ha dimostrato come si può fare politica di destra standosene a sinistra, signor Renzi, se al sindacato sono iscritti pochissimi giovani è perché sotto i trent’anni nelle sue condizioni (Sindaco a 10000 euro al mese e parlamentare) ce ne sono davvero pochi, la maggior parte sono ragazzi sottoposti a quella macelleria sociale che è il precariato, ragazzi che lavorano nei supermercati e nelle grandi distribuzioni che tanto le piacciono, perennemente in stage o con contratti di apprendistato, palleggiati da un marchio all’altro e che se si iscrivono al sindacato vengono immediatamente licenziati, nelle coop sociali (che oltre che di infamia puzzano pure di PD) con contratti a progetto o perennemente a termine, qualificatissimi, laureati, che pigliano 600 euro al mese e che se si iscrivono al sindacato non sanno manco a chi rivolgersi perché nello stesso anno cambiano 4 volte qualifica e comparto, sotto i trent’anni c’è l’ecatombe della disoccupazione che io dal sindacato denuncio e che voi dalla politica definte “dato strutturale”, c’è la solitudine di chi ha preso una laurea (e ci ha messo 4 anni), una specializzazione (e ce ne ha messi 3), ha fatto un master (e ce ne ha messi altri 2), e ora lavora nel call center di appaltato a qualche piccola cooperativa o aziendina a limite del legale e per due soldi cerca di cambiare a lei e a quelli come lei il gestore telefonico.



Domani sciopero per le compagne e i compagni che in questi giorni stanno facendo lo sforzo della campagna elettorale con me, per Silvia, per Carmen, per Luca, per Tamara, per le ragazze dei Nidi e per il movimento Palloncino Blu.
Per chi non ha voluto dare questo sistema economico e sociale per scontato, per chi ha voglia ancora oggi di dire che non è scontato che vada avanti così.
Ricordo Genova, ricordo che noi ci credevamo, credevamo sul serio che un altro mondo fosse possibile, che si poteva costruirlo tutti insieme.
Io ci credo ancora.
Io ho ancora questa fiducia.
Io non mi stanco di riporre la fiducia nei miei compagni.
Io credo nel mondo, e spero nell’oggi.
Io Sciopero.