mercoledì 11 maggio 2011

MILANO, IL TAPPO CHE SALTA... l'amore per la città che uccide l'immondizia di destra


Comincio con un sms che mi è arrivato ieri da Piazza Duca D’Aosta a Milano, durante il concerto “Milano Libera Tutti” organizzato per sostenere la campagna di Pisapia.
Me lo scrive Mariagrazia, un’amica, che a Milano lavora ma non vota, perché è di Avelino: “vorrei avere la residenza a Milano, questo è un momento RARO”.
Si è vero, è davvero un momento raro nella sua incredibile bellezza, non mi stufo di ripeterlo da più di un mese.
Milano si è svegliata, ha scoperto che si può andare oltre e che si deve avere quello scatto di orgoglio, che si deve mandare via, questa gente legata a filo doppio con la mafia, gli affari sporchi e l’estrema destra, che non si può più sopportare di far operare liberamente chi spaccia progetti e grandi opere da anni e alla fine regale ai soliti miliardari soldi e prebende e a chi vive questa città solo disagio e degrado.
Oggi protestano nuovamente gli abitanti di santa Giulia, i “fortunati” quelli che “hanno comprato una casa da sogno nel verde di Milano” e si sono trovati in un deserto inquinato dai veleni delle aziende che avrebbero dovuto risanare i terreni e non lo hanno mai fatto, “quelli che” nel loro quartiere l’asilo e la scuola ci sono ma non si possono aprire perché i livelli di inquinamento sono così altri che non sarebbe sicuro farci lavorare il personale, figurarsi farci vivere i bambini.

Milano si risveglia, e alla sindaca saltano i nervi.
Saltano i nervi a tal punto che si deve accontentare dei trucchetti da sagrestia, di accusare Pisapia di un crimine per il quale 30 anni fa ha dovuto scontare 4 mesi di carcere per poi vedersi assolto con formula piena per non aver commesso il fatto.
Garantista d’assalto quando si è trattato di difendere i suoi impresentabili, gente che viene intercettata dalla polizia mentre si fa le sue belle chiacchierate con i capimafia magari augurandosi che chi non paga il pizzo “muoia come un cane”, oppure pronta a scusare il signor Lassini che paragona i PM alle Brigate Rosse, in una città che ha pianto fin troppi morti durante gli anni della strategia della tensione, molti dei quali magistrati, garantista d’assalto dicevo ma pronta a mettere l’armatura e lo spadone quando si tratta di calunniare quelli che la magistratura ha definito innocenti.

D’altra parte la sua parte politica ha precedenti storici in questo, chi può dimenticare della volta in cui Berlusconi disse che in Cina si “bollivano i bambini per concimare i campi”, facendo la solita figura da stronzo in tutti i consessi internazionali.

L’impressione che traggo da questi movimenti scomposti e da altri segnali che arrivano da mezza Italia è quella che sia saltato un tappo.
Fino ad oggi nel bene e nel male Berlusconi è stato il parafulmine della immondizia di varia maniera che il suo partito ha caricato.
Il fatto che ci fosse Lui e sempre lui, con le sue idiozie internazionali e con le sue figuracce planetarie, con gli Obama “abbronzati” e con le veline dentro casa ha fatto sì che nessuno si accorgesse del resto, che tutto sommato la gente non capisse.
Adesso le cose cambiano. Adesso che il re è nudo la sua “classe dirigente” vien fuori per quello che è.
Vengono fuori i candidati napoletani che festeggiano il compleanno di Hitler, escono foto imbarazzanti in cui i coordinatori del movimento giovanile PdL del veneto si fanno immortalare mentre il 25 aprile salutano il tricolore di Salò con il braccio teso, ed esce fuori l’assessore all’istruzione della regione veneto che commenta dicendo “Sono giovani, la loro è stata una provocazione, non si può metterli in croce”.
In croce no. Fuori da un partito in Italia sì, e pensare che per cose del genere in Germania c’è la galera.

Sta saltando un tappo e sinceramente la paura mi viene, mi viene in mente che le bestie all’angolo sono pericolose e che Berlusconi sa che cadere questa volta equivale a crepare, quindi se vince sarà durissimo con i perdenti ma se perde sarà pericoloso per la nostra democrazia.
Ieri Milano ha risposto che non ha paura, lo farà anche Venerdì al concerto di Vecchioni che concluderà la campagna elettorale, alla quale siamo orgogliosi di avere partecipato, una campagna che questa città non potrà mai dimenticare indipendentemente da come vada…

Forza Milano, cerca di tornare bella come una volta.