giovedì 11 novembre 2010

2000 piccoli stranieri… una sola Ruby


2000 piccoli stranieri… una sola Ruby

C’è un aspetto della vicenda della giovane Ruby su cui la maggior parte della stampa non ha sprecato nemmeno un puntino d’inchiostro.
La parte probabilmente che rende davvero odioso il comportamento della cricca del presidentissimo e dei lenoni accreditati (Mora, Fede, Minetti, e chissà quanti altri che non hanno avuto ancora l’opportunità di salire agli onori della cronaca).
Nessuno ha detto cos’è e che tutele giuridiche gode un minore straniero non accompagnato, quanti sono in Italia e come vengono trattati questi minori.
Forse perché è più interessante mettere in mostra le foto soft poro di una ragazzina, o forse perché bisogna cercare di non dare agli italiani l’idea della dimensione di un problema che esiste e che, per molti versi, è davvero angosciante.

Sulle vicende della notte in questura della giovane Ruby il questore non ha detto tutta la verità, Maroni non ha detto tutta la verità e nessuno ha potuto ribattere alle loro bugie perché nessuno si è degnato di andare a sapere cosa succede in questi casi.
L’impressione che ho avuto leggendo i giornali, soprattutto quelli che scusavano la leggerezza delle forze di polizia è che si pensi, che quei poliziotti si siano trovati di fronte a un evento eccezionale, mai capitato o comunque capitato molto di rado e che, complice l’inesperienza abbiano fatto una serie di errori di procedura, o di leggerezze che tutte unite hanno concorso al rilascio della giovane marocchina Karima (creduta la nipote di Mubarak).

Falso. Milano accoglie GIORNALMENTE decine e centinaia di minori stranieri non accompagnati e la polizia sa benissimo come comportarsi in questi casi.

Si è detto che la ragazza non aveva i documenti e quindi non si poteva procedere all’identificazione, e allora? Nessun minore straniero ha con se i documenti, una delle primissime incombenze delle comunità ai quali il giudice li affida è proprio procedere al rilascio di Passaporto e permesso di soggiorno presso i loro consolati. Proprio perché la minore era priva di documenti nessuno avrebbe dovuto procedere a un affidamento a qualcuno che non fosse parente (e anche qi sarebbe comunque da dimostrare).

Si è detto che nessuna comunità era disponibile ad accogliere la ragazza: altro falso, in città ci sono moltissime comunità per minori stranieri non accompagnati, le comunità sono così organizzate.
Esistono un numero variabile di posti di Pronto Intervento, da 5 a 20 e più, in ogni comunità. Quando un minore viene inviato in comunità la questura chiama tutti i pronti intervento e, accerta la disponibilità del posto letto, successivamente (a qualunque ora del giorno e della notte) accompagna il minore in comunità affidandolo a un educatore responsabile.
Nella mia esperienza lavorativa con i minori stranieri non è MAI successo che non ci fosse posto in nessuna delle comunità di Milano, e anche se così fosse, comunque si dovrebbe procedere a interpellare le altre comunità dell’hinterland. Nessun minore è stato mai affidato a uno sconosciuto per carenza di posti.

Sembra che il mondo dell’informazione per la prima volta abbia sentito parlare dei minori stranieri, e in effetti è proprio così.
Mi sembra orribile che sia così.
Negli anni ho raccolto storie orribili, quelle si meritorie di finire su un giornale, di ragazzini che si erano fatti il viaggio sdraiati nell’intercapedine di un camion frigorifero, oppure di ragazzi di 15 anni che avevano viaggiato su barche piene dei cadaveri dei loro connazionali, ragazzi violentati dai soldati libici nei luoghi di raccolta.

Questi ragazzi hanno affidato a noi educatori delle storie tremende, e quando vediamo Berlusconi andare a stringere la mano a Gheddafi, mentre parla di respingimenti, ci viene da vomitare.
Respingimenti significa che molti di questi ragazzini che sono anche loro, per legge come era Ruby fino a qualche giorno fa, verranno ammazzati nel deserto, moriranno di fame o di sete o saranno usati per il proprio sollazzo da qualche soldato Libico.

Non mi ricordo di aver sentito queste storie in Italia negli ultimi tempi, non mi ricordo di aver sentito qualche politico indignato di questo.
Non mi ricordo di aver sentito l’opposizione chiedere che il ministro venga a riferire in Aula per spiegare come mai la polizia trova a Milano decine di ragazzini di 12 anni che dormono sulle panchine dei parchi pubblici, e spesso, per fretta o perché ci sono altri 10 casi più urgenti, il primo pasto di quel dodicenne si consuma 20 ore dopo in comunità.

Ora non vorrei, che quando si parlerà di minori stranieri, a tutti verranno in mente tante piccole Ruby, perché non è così.

Perché la maggior parte di quei ragazzi tra i dodici e i quindici anni non appena imparano qualche parola di italiano chiedono una sola cosa: “quando posso cominciare a lavorare?”

Questo il premier non lo sa e a Lele Mora ed Emilio Fede non importa, così come non gli importa di molte altre cose!