martedì 30 novembre 2010

BERLUSCONI HA PERSO... nuove lotte per una generazione nuova.


“I veri studenti sono a casa a studiare”, la risposta strafottente e stupida di Silvio Berlusconi alla domanda su cosa pensasse della protesta degli studenti in lotta dice moltissimo dell’atteggiamento di lui e del suo governo nei confronti del Paese reale.
Esiste un paese, che si chiama Italia, di cui questa gente non ha mai nemmeno sentito l’esigenza di capire non i meccanismi profondi o le pulsioni (sarebbe chiedere troppo) ma il disagio evidente, quello che ciascuno di noi può vedere ogni giorno nei volti dei ragazzi che abbiamo di fronte.
Questa gente, i Governati, parla del nulla e ormai nel vuoto delle propria coscienza si convince di avere ancora un qualche seguito
Come se un giovane ricercatore fosse contento di non vedere alcuna prospettiva lavorativa nel suo paese.
Come se un laureato fosse contento di non avere alcuna prospettiva lavorativa al di fuori delle poche centinaia di euro che può garantire un contratto a progetto.
Come se per una famiglia non fosse straziante vedere i propri figli rinunciare giorno per giorno a credere nei propri sogni perché non c’è più nulla in cui credere e non c’è nulla per cui valga la pena di combattere.
Berlusconi è un povero perdente, ha ancora addosso la sua maschera da vincitore ma è un perdente.
A forza di evitare di vedere il mondo che lo circonda e di contornarsi di una corte di adulatori non si accorge che in tutto il paese la rabbia e la lotta stanno crescendo.
Ogni giorno partecipo a riunioni sindacali sempre più partecipate e dove i volti sono sempre più giovani e arrabbiati, ogni giorno incontro cortei per le strade di Milano, Roma,… e sempre di più vedo la voglia di cambiare, di scuotere dal profondo un sistema che non ha più nemmeno le parole per leggere il presente.
Oggi degli studenti liceali mi hanno chiesto di andare nella loro scuola occupata (o meglio come stava scritto sullo striscione nell’aula magna “okkupata”) per parlargli della riforma del mondo del lavoro e delle implicazioni che questa avrà sul loro futuro.
Mi spiace (si fa per dire) per Berlusconi, ma alla fine i giovani non si accontentano più del “Grande Fratello” e della realtà di plastica che ci ha resi tutti dei ricchi sottoproletari.
La rabbia e la lotta, prima o poi, sommergerà lui e la sua cricca di avvoltoi e qualcuno lo ha già capito e abbandona la nave prima di affogare.
Ora al Grande Padrone rimane solo la deriva autoritaristica, quella dell’esercito per le strade, ma non credo che abbia il coraggio di attuarla sul serio per la paura di quello che ne seguirebbe e allora rimane lì con i suoi slogan appiccicati alla faccia, con le sue paranoie di complotto, con le sue beghe da vecchio pensionato un po’ maniaco, che guarda le ragazzine nei parchi pubblici.

La riforma Gelmini può passare alla camera e al senato ma sarà solo un passo in più verso il baratro nel quale stanno cascando.
Per noi un passo in più verso un nuovo giorno della liberazione, perché il 25 aprile non è stato solo 65 anni fa!