mercoledì 24 novembre 2010

LA LOBBY DI DIO... Comunione e Liberazione una setta politica


Esce il 25 novembre in libreria un libro coraggioso.
La Lobby di Dio di Ferruccio Pinotti, grande giornalista d’inchiesta e ottima penna che più di una volta si è misurato con i sistemi delle segrete stanze cuore di quelle lobby affaristiche e di potere che sono i movimenti religiosi.
Credo che dei movimenti non si parli mai abbastanza, forse perché per poterne parlare bisogna avere delle infarinature religiose, forse perché quando si trattano argomenti di questo tipo la paura è quella di fare un torto a tanti che, in buona fede credono nella dottrina del movimento stesso oppure perché molti gruppi religiosi nelle loro filiazioni affaristico finanziarie controllano in parte o completamente molti mezzi di informazione.
A mio parere la chiesa non si è mai interrogata abbastanza sulla forza e sulla pericolosità di questi soggetti al suo interno e, troppo di sovente, li ha visti come dei validi aiuti nella predicazione.
Il caso di Comunione e Liberazione (quella che verrà descritta nel libro di Pinotti che consiglio senza alcun dubbio) è quello di maggiore interesse perché riassume in se tutta la nuova idea di imperialismo spiritual religioso che va via via instaurandosi nel pensiero della chiesa non solo in Italia.

Nel 1954 un prete di Desio, Luigi Giussani, fondò un movimento all’interno del liceo classico Berchet di Milano (il liceo dell’allora altissima borghesia milanese), inizialmente decise di chiamarlo GS (gioventù studentesca) poi il nome divenne CL (Comunione e Liberazione).
Da queste “umili” origini, il Movimento, come lo chiamano i suoi aderenti, si è ramificato nel mondo con una velocità degna di una multinazionale.

Oggi CL è un gigantesco intreccio di politica e affari che controlla case editrici, giornali, cooperative operanti nel sociale, ospedali, è padrona della quasi totalità della fiera di Milano (e governa in modo indiretto tutto ciò che si muove intorno all’expo 2015).
Dal lato politico da 12 anni è la padrona indiscussa della Lombardia, Roberto Formigoni è un laico consacrato di CL (un memores domine), una specie di frate con la missione di portare Gesù nella società.
A Milano e in Lombardia moltissimi primari ospedalieri sono di CL, e nelle università gira voce che se si vuole fare una carriera veloce e priva di intoppi è bene tesserarsi al Movimento. Questo vale anche per settori come il sociale saldamente in mano a dirigenti regionali tutti di area CL o fortemente simpatizzanti.
In quasi tutto il nord Italia uomini di CL siedono nei consigli di amministrazione delle più grandi aziende, ma anche nei consigli comunali, provinciali e regionali tanto che spesso intervistando politici di destra e di sinistra si sente parlare di “componente in area CL” come se esistesse un partito CL.
In effetti esiste un partito CL, che in Lombardia è al momento anche l’unico contropotere al debordare della Lega nelle istituzioni. Fin dai tempi di Forza Italia, Berlusconi ha stretto un patto d’acciaio con CL per farsi garantire i voti dell’elettorato ultraconservatore cattolico e così è stato, in Lombardia il Movimento pesa, secondo le stime più probabili, per il 10% dei voti complessivi dell’attuale PdL. Da sempre i beninformati parlano di una specie di lotta sotterranea tra gli esponenti ciellini e quelli della Lega nord per la spartizione del potere nel nord, la bilancia comunque per ora è sempre stata favorevole a CL.

Costantino il grande liberalizzo il culto nell’Impero Romano e rese di fatto lecito il cristianesimo nella convinzione che fosse meglio avere dei soldati che combattono accecati dalla fede che un esercito accecato dalla paura, questa potrebbe essere la risposta alla domanda: perché CL continua imperterrita ad espandersi fin dal 1954, sopravvivendo alla crisi dei partiti di riferimento (l’ala andreottiana della DC), alle crisi economiche e ai rivolgimenti conciliari (come tutti i movimenti anche CL è velatamente preconciliare e settaria)?
La risposta è semplicissima, la fede degli adepti ha fatto si che nessuno si ponesse domande e si facesse guidare ciecamente dal leader indiscusso, chi ha conosciuto CL nei suoi meccanismi più intrinseci può dire senza alcun problema che tutti i meccanismi della setta sono ivi riprodotti:

1) venerazione per il leader: Don Giussani che nel Movimento viene chiamato Don Gius veniva venerato come un Dio ancor prima che morisse girava negli anni novanta una barzelletta in ambiente religioso che diceva “Chi è l’unico santo in vita? San Luigi Giussani”. Al suo arrivo al Meeting di Rimini (il ritrovo annuale del movimento in cui tutti i politici vanno a fare passerella per genuflettersi idealmente al Movimento) si assisteva a vere a proprie scene di isteria collettiva.
2) Le opere del fondatore sono lette e rilette dai seguaci e sono anche l’unico filtro attraverso cui viene letto il Vangelo e la Bibbia. Il momento topico della vita di ogni niellino è la Scuola della Parola, dove ogni settimana viene letta spiegata e commentata la parola del Don Giuss
3) Nessuno mette mai in dubbio l’operato del Movimento che viene visto come la realizzazione del progetto di Gesù e don Giussani sulla terra.
4) Il movimento ha vari gradi di iniziazione dal simpatizzante al Memores Domine che vive una vita da religioso pur mantenendo la propria laicità.
5) Gli aderenti al movimento pur avendo possibilità di non farlo, fanno un vita separata dagli altri cristiani, hanno loro parrocchie dedicate, giorni particolari in cui recitano le loro preghiere comuni, libri delle preghiere diversi da quelli degli altri cristiani (la qual cosa rende di fatto impossibile la mescolanza tra ciellini e altri membri delle parrocchie), in alcuni paesi della Lombardia interi quartieri sono costituiti da abitazioni di soli ciellini che hanno creato cooperative edilizie che costruiscono case solo ai membri del movimento.
6) Il movimento ha una missione da compiere e tutti gli aderenti la devono portare a termine insieme, anche il dissenso è un modo per allontanarsi dalla meta.
7) Il Movimento è egemone nelle scelte politiche e sociali dell’aderente, tutti i ciellini (almeno in pubblico) sostengono Berlusconi, nessuno escluso e non sono disposti a mettere in discussione i comportamenti non proprio cristiani del premier (chi scrive ha interrogato moltissimi aderenti CL in merito e la risposta è sempre stata “non so se è vero ma so che Silvio ha fatto molto per la famiglia e tutto il resto non importa” ripetuta sempre uguale come una litania imparata a memoria)

Chi ha conosciuto CL da vicino sa che non c’entrano né politica né società ma solo un grande groviglio affaristico ed economico che come sempre siede all’ombra dei Sacri Palazzi e che alla Chiesa in preda negli ultimi anni ad un rinnovato delirio di persecuzione conviene mantenere così com’è.