giovedì 25 novembre 2010

QUALCHE DOMANDA ALLA CAMERATA LETIZIA MORATTI, PODESTA' DI MILANO



Mi ricordo un mattino di novembre dell’anno scorso.
In zona Turro, uno dei quartieri semiperiferici della Metropoli, freddo tremendo e gelo nelle ossa.
Il gelo nelle ossa ce lo metteva quello che stava per accadere.
Mi avevano chiamato dei Compagni del sindacato per chiedermi di andare a fare presidio per evitare lo smantellamento forzato di una sede ANPI.
Non di un campo Rom, nemmeno di un centro sociale, il comune di Milano in forze, decideva di smobilitare la una piccola sede dell’Associazione Partigiani d’Italia.
Ho ancora negli occhi la scena, asserragliati dentro 30 metri quadri di saletta stavano una ventina di persone, uomini e donne, dei quali io e la mia compagna eravamo certamente i più giovani, fuori, come se si trattasse della cattura di un boss mafioso c’erano 4 camionette dei carabinieri due macchine dei vigili e almeno un centinaio tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani.

Non capivano i partigiani perché accadesse quel parapiglia, la sede era stata regalata loro dalla popolazione del quartiere di Turro, il 26 aprile del 1945, per ringraziarli per lo sforzo per liberare il quartiere dalle ultime recrudescenze nazifasciste, visto che proprio lì la battaglia di Milano fu sanguinosissima, e proprio nel quartiere stava l’ultimo comando tedesco ancora funzionante.
Non capivano il parapiglia, non capivano perché la polizia del paese nato dalla lotta partigiana, ora abbattesse la porta della minuscola sede con i calci dei fucili.
Io un’idea ce l’avevo allora e ce l’ho anche oggi.
Milano, città medaglia d’oro della resistenza negli anni si è trasformata in una città addormentata, nella sua cittadinanza e Fascista nella sua amministrazione.

Perché mi tornano in mente queste considerazioni oggi?
Leggo sui giornali che il comune ha affittato nel centralissimo Corso Buenos Aires (per una cifra di poco superiore a 19000 euro all’anno) uno spazio per la realizzazione della nuova sede di FORZA NUOVA.
Fughiamo ogni dubbio, forza nuova non è un partito di destra, forza nuova è un partito FASCISTA.
Tra i suoi fondatori troviamo gente come Roberto Fiore che ebbe a dire che bisognava smettere di celebrare la resistenza e che la parte giusta della seconda guerra mondiale era Salò perché manteneva un “patto con l’Italia” e che Mussolina era un grande statista tradito dagli italiani.
Gli aderenti a forza nuova si ritengono fascisti e si definiscono tra loro camerati, hanno una preparazione di tipo paramilitare e spessissimo si rendono presenti in azioni di duro pestaggio a attivisti politici e sindacalisti di parte opposta.
Soprattutto negli ultimi anni si sono legati a filo doppio con le tifoserie più dure di certo calcio italiano e con le falangi xenofobe e razziste di tutta Europa in una specie di fratellanza globale.

Domande. Di fronte a queste notizie io non so dare giudizi e non so formulare risposte, riesco solo a mettere insieme una serie di dati e farmi delle domande:
1. Perché il comune di Milano è così sollecito nel trovare una sede a basso costo in zona centralissima di Milano ad un partito dichiaratamente fascista e non è altrettanto celere quando si tratta di risolvere il problema degli alloggi popolari alcuni di quali (nelle zone periferiche) versano in stato di semiabbandono con tetti d’amianto mai dismessi e con problematiche sociali che via via si fanno sempre più devastanti?
2. Come può una città premiare tra breve Liliana Segre (ex deportata sopravvissuta ad Auschwitz) con la medaglia d’oro al valore civile, e nello stesso tempo concedere un luogo di aggregazione a gente che quella deportazione la nega come professione di fede (se non sei negazionista non puoi essere di FORZA NUOVA)?
3. Come mai non appena un costruttore con evidenti simpatie destrorse caccia un gruppo di partigiani da 30 metri quadri il comune fa addirittura chiudere le stazioni metropolitane intorno al quartiere per permettere alla polizia lo sgombero (e rendere difficile ai giornalisti di venire a documentare) e poi non dice nulla sulla presenza nel territorio di pericolosi militanti di estrema destra?
4. Come mai la sindaca Moratti non vede alcun problema etico nel sostenere l’alloggio di un gruppo politico razzista e omofobo me nello stesso tempo rimosse addirittura un assessore (Vittorio Sgarbi) reo di aver dato il patrocinio all’immorale festival del cinema omosessuale.
E come mai a Milano si arrivò a censurare la mostra del fotografo Cecoslovacco Ian Saudeck considerato un pervertito per i suoi scatti gay ma non si censura un partito che ancora nei suoi cortei canta “Ce ne freghimo della galera camicia nera trionferà” e considera gli altri esponenti politici come nemici da eliminare.
5. La signora Letizia Bricchetto Arnaboldi (in Moratti), mi pare di ricordare, ha un padre ex deportato in campo di concentramento, alla sua età probabilmente chiedere il parere del babbo non si usa più ma quando questa mattina ha letto la notizia sui giornali (deduco che, visto che a Palazzo Marino non ci va quasi mai, non l’avranno avvertita della cosa prima di deliberare in comune e che quindi tra poco dirà che non ne sapeva nulla) se ne è ricordata non si è vergognata almeno un po’?
6. Visto che a Milano ormai “allarme sicurezza” sta diventando un ritornello comune come “città della moda”, il vicesindaco Walker Texas Ranger Decorato si è fatto delle domande sui problemi di sicurezza nel mettere la sede di un partito di quel tipo a un tiro di schioppo (o di calibro .22) da Via Padova, centro dell’immigrazione e del commercio degli stranieri di Milano e nemmeno così distante da via Paolo Sarpi, centro dell’immigrazione cinese? Facciamo a capirci un marocchino che spaccia è allarme sicurezza e un nazi skin italiano che manganella 2 prostitute, 1 barbone, 3 stranieri e uno con i capelli lunghi che gli sembra un comunista invece è un chierichetto?

Belle domande, ovviamente destinate a non avere alcuna risposta, tanto la Città sonnolenta dorme sonni tranquilli e le camice nere marciano nella notte!