martedì 16 novembre 2010

STRAGI GIUDIZIARIE, STRAGI STORICHE


“Scusa tu che conosci il giornalismo, mi spieghi qualcosa di piazza Fontana, il prof. ci ha detto delle cose ma non ci ho capito granché, il libro non ne parla e magari venerdì mi interroga”.
Non mi sono stupito della ragazzina di 19 anni che qualche mese fa è venuta a chiedermi notizie sulla prima strage della strategia della tensione con lo stesso tono di voce e la stesso interesse che gli studenti italiani riservano a qualunque fatto narrato sui libri.
Roba vecchia che non gli appartiene, così come non mi stupii quando si sorprese che esistesse ancora un comitato parenti delle vittime.
Eh sì, perché in effetti, i fatti della storia sono tutti fatti vecchi, messi nella teca di cristallo della scuola, sono lì per essere studiati e non capiti, figurarsi apprezzati le piramidi come le crociate, come il brigatismo o come la P2: tutto un indistinto fatto lontano.
Ecco perché mi arrabbio mostruosamente, anzi no, ecco perché mi incazzo come una bestia, quando sento qualche parruccone parlare di Verità Storica indipendente dalla Verità Giudiziaria.
Non esiste una verità storica se non le diamo la dimensione e lo spessore della verità giudiziaria, resta una figurina appiccicata al muro, resta un numero dentro a una infinita serie di numeri.
Stalin diceva: “Un morto è una tragedia un milione di morti sono una statistica”, la verità storica da sola è una statistica.
DELFO ZORZI, FRANCO MARIA MAGGI, IL GENERALE DELFINO, PINO RAUTI, MAURIZIO TRAMONTE e tutti gli artefici della più sanguinosa strage degli anni settanta, la strage di Piazza Della Loggia a Brescia oggi sono entrati a tutti gli effetti nel novero dei macellai salvati dalla verità giudiziaria e imbalsamati all’interno della verità storica.
La quinta istruttoria per la strage si è conclusa pochi minuti fa e ha mandato tutti ASSOLTI.
8 morti, 102 feriti, alcuni gravissimi che riportarono per tutta la vita o segni di quella bomba cacciata in un cestino dei rifiuti.
8 morti, 102 feriti, nessun colpevole per la giustizia…
La verità storica ci parla di una strage organizzata con freddezza nelle alte sfere di Ordine Nuovo l’organizzazione fondata da Pino Rauti alla sua uscita dal MSI, ci parla delle bombe confezionate dagli ordinovisti Veneti, ci parla, forse la parte più odiosa delle macchinazioni messe in atto dal generale dei carabinieri Francesco Delfino per depistare le indagini (che arrivò a fare lavare la piazza con i getti degli idranti per disperdere eventuali tracce), di tutto questo ci parla la verità storica.
Ma per legge e per diritto, queste sono solo congetture, e i signori Maggi, Zorzi e compagni sono uomini liberi e innocenti.
A Milano accadde di peggio, all’ultimo processo su Piazza Fontana l’affronto più grande fu quello di dover vedere i parenti delle vittime puniti con l’addebito delle spese processuali.
Io credo nella giustizia, voglio continuare a credere nello Stato e nelle Leggi, ma questa sta diventando sempre di più una professione di fede astratta come per i cristiani il credo Apostolico.
Credo in Dio, anche se non lo vedo, credo che risorgerò dopo la morte anche se non è mai risorto nessuno, credo che Gesù Cristo sia figlio di Dio anche se lo sto facendo sulla parola di altri uomini che non avevano le prove…
Non voglio che la mia fede nello Stato sia ridotta a questo: credo nello Stato anche se lo vedo in altre faccende affaccendato quando il popolo soffre, credo nel Parlamento anche se composto da pregiudicati, seccessionisti, mascalzoni e ignoranti, credo nella Giustizia, anche se resta inapplicata elusa, disertata.
La parola fine su questa vicenda non è ancora stata messa (mandano le motivazioni della sentenza e manca un eventuale ricorso in appello), ma la strada è sempre più dura e la luce in fondo al tunnel è sempre più nera!